Ho conosciuto la musica del maestro Giovanni Allevi grazie a mia Madre, che era una sua grande fan.
Era tra gli ospiti di una trasmissione televisiva, non ricordo il nome, era ancora agli esordi.
Fisicamente è una persona molto particolare, dalla capigliatura molto riccioluta, sembra un "ragazzino",nonostante adesso abbia superato i 40 anni, e poi un po' sbadato, sempre emozionato, lo si definirebbe una persona fragile , ma quando si siede al pianoforte e comincia a suonare , si trasforma e,come per incanto, la sua musica ti trasporta in un mondo di emozioni, di sogni....chiudi gli occhi e le note diventano il tuo mondo , ti avvolgono come una carezza e ti lasci trasportare,almeno per me è così.
Ha scritto anche dei libri in cui racconta la sua storia , e,anche in questo caso, non è la solita narrazione noiosa di avvenimenti cadenzati da date ed onorificenze , bensì un racconto molto simpatico di episodi divertenti che hanno caratterizzati i suoi esordi.
Ad esempio, quando appunto ancora non era conosciuto, ha finto di essere un cameriere per poter recapitare al maestro Riccardo Muti un suo disco,alla fine di una cena di gala, lo racconta nel libro "La musica in testa".
Il suo primo concerto è stato un flop , a Napoli, erano presenti solo cinque persone.....
Dopo tanto peregrinare è andato in America ,in seguito si è esibito a NewYork; poi altri concerti anche in Italia e,poiche' i soldi erano pochi, era costretto a dormire in stazione .
Sono tanti gli episodi che lo riguardano,la gavetta che ha dovuto affrontare , ma la sua caparbieta' e l'amore per la "strega capricciosa", cioe' la musica che lui ama definire in questo modo,l'hanno portato al successo, basti pensare al pubblico che adesso partecipa ai suoi concerti , ad esempio in Piazza Duomo a Milano erano presenti circa cinquantamila persone .
Si è esibito anche in Cina e in molte citta' italiane, è stato insignito di varie onorificenze , ma, quando gli è stata affidata la direzione del concerto di Natale , puntuali sono arrivate le critiche da parte di molte persone,come coloro che lavorano in questo settore e di numerosi giornalisti ,ma soprattutto dal maestro Uto Ughi.
Il suo successo viene definito " un' abile operazione di marketing".
E' ovvio che non a tutti possa piacere la sua musica, sarebbe anormale il contrario, i gusti variano da persona a persona , ma affermare che non abbia capacita' di innovazione musicale, è un po' troppo !
Ascoltando le sue composizioni si evince che la tradizionale musica sia stata rielaborata e che si apra alle nuove tendenze pop e contemporanee, e non è blasfemia quindi affermare che il maestro Allevi sia un esecutore e compositore di musica classica contemporanea .
Questi attacchi lo hanno colpito profondamente e per un certo periodo ha conosciuto momenti bui , ma non si è arreso , la "strega capricciosa " ha ribussato alla sua porta e gli ha dettato le note del concerto per violino ed orchestra.
Egli commentando questo momento negativo ,ha asserito che la sua colpa è quella di essere un sognatore e che il migliore modo di reagire agli attacchi di coloro che vogliono demolire i nostri sogni è quello di continuare il proprio cammino, perche' il successo è sempre la miglior vendetta !
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Monday, May 6, 2013
Thursday, May 2, 2013
The Beatles : While My Guitar Gently Weeps
Oggi vorrei parlarvi di uno dei mie brani preferiti dei Beatles, la stupenda "While my guitar gently weeps".
La canzone è contenuta nell' album "The Beatles", noto anche come "White Album" pubblicato nel 1968 e fu scritta e cantata da George Harrison.
La canzone è una splendida ballata rock-blues, che Harrison scrisse ispirandosi al libro "I Ching" basato sul relativismo.
George raccontò che non sapeva come partire nella scrittura, così aprì un libro a caso e lesse "piange dolcemente" e da lì partì il brano.
Quando Harrison fece ascoltare la canzone agli altri Beatles, si ritrovò un pò estromesso perchè il brano non convinceva la band e nonostante le varie incisioni, sembrava che dovesse vernire scartato dal nuovo album.
In quei giorni la tensione tra gli elementi del gruppo era molto alta e i Fab 4 stavano per arrivare al capolinea, fu così che George chiamò Eric Clapton a suonare il brano con lui.
Slowhand era dubbioso, in quanto nessuno aveva mai potuto suonare con i Beatles e pensava che non avrebbe fatto molto, invece John, Paul e Ringo furono contenti della novità e lasciarono che il chitarrista suonasse con loro.
Eric eseguì i due assoli di chitarra con la sua "Gibson Les Paul", dando alla canzone quella vena blues che nella versione acustica non riusciva a risaltare.
Chi volesse ascoltare la dolcezza della versione originale, può sentire la versione inserita nell' album "Love", il musical ispirato ai Beatles.
Il suono dei soli riprendeva il lamento della chitarra che piange dolcemente, ed oggi il brano è nelle classifiche come la n°135 sulla Lista delle 500 migliori canzoni secondo Rolling Stone e al numero 7 sulla Lista delle 100 migliori canzoni di chitarra, sempre secondo Rolling Stone.
George ed Eric suonarono ancora insieme, immortalati nel "Concert for Bangladesh", dove Slowhand eseguì l'assolo su una Gibson Byrdland.
Tutt'oggi, Eric Clapton suona quel brano che lo portò direttamente nella leggenda, tanto che alla morte dell'amico Harrison, la eseguì con Paul McCartney, Ringo Starr, Dhani Harrison, Jeff Lynne, nel "Concert for George" del 29 novembre 2002.
Quando ascolto il brano molte sensazioni mi percorrono, la voce bella di George che canta "Non so perché nessuno t’abbia detto
Come spiegare il tuo amore,Non so come qualcuno ti abbia controllata,Ti hanno comprato e venduto, Guardo il mondo e mi accorco che sta girando, Mentre la mia chitarra piange dolcemente, Con tutti gli errori da cui sicuramente dovremo imparare".
Gli assoli di Eric sono straordinari, poche note che vibrano direttamente verso l' anima di chi l' ascolta, mentre George pare dire " oh no Paul, oh no!" come nella tradizione di chi vuole che Paul sia morto anni prima, la leggenda del Paul Is Dead.
Storie a parte, Harrison dimostrò di essere un comprimario nella band e non un gregario, forse proprio perchè ognuno di loro stava diventando un primario si arrivò alla prematura fine della band più amata nel mondo.
Wednesday, May 1, 2013
Tersicore, musa della danza e della musica
Tersicore è una delle nove muse dell'Olimpo, in particolare della danza: protegge e ispira i ballerini, ma anche i poeti.
Infatti molti artisti, tra musicisti e ballerini, si sono sempre rivolti alla giovane musa, che viene sempre ritratta con una lira e delle scarpette da ballo, per chiederle aiuto.
Il nemico di Tersicore è il dio dell'inverno, poiché la dolce musa è nata nel primo giorno di primavera e ama tutto ciò che la stagione offre, mentre i suoi amici sono il dio del sole e la dea della notte, oltre le sue sorelle.
Adora passare il tempo suonando la lira per i danzatori: a tal proposito ieri, nella giornata mondiale della danza, i ragazzi dell' AND (Accademia Nazionale di Danza) hanno tenuto aperte le porte del loro istituto fino a sera tardi in omaggio a Tersicore, ospitando personaggi come Raffaella Carrà.
A Tersicore sono state dedicate diverse opere, come la statua in bronzo di Urania intorno al 1575, il celebre balletto del 1720 Les caractères de la danse, di J. F. Rebel e il dipinto di Jean-Marc Nattier una ventina di anni dopo il balletto tenutosi alla Corte di Parigi, nonché il busto di Canova nei primi anni del 1800.
Sul balletto non si sa molto, ma si possono citare dei nomi molto importanti nella storia della danza: Jean Ballon, ballerino nato a Parigi nel 1676, famoso per una tale leggerezza da far sembrare che volasse e, infatti, al suo nome, Ballon, è attribuito un termine che indica la capacità del danzatore di stare in aria,

staccato da terra, in elevazione, avendo poi un ritorno morbido.
Marie-Anne de Cupis de Camargo, grande ballerina che debuttò proprio in Les caractères de la danse, ammirata da Volterre e da Casanova, alla quale si attribuisce l'entrata, nel repertorio femminile, di un nuovo passo, l'entrechat quattre, un intreccio dei piedi quando il ballerino si trova a mezz'aria, in questo caso il movimento veniva ripetuto velocemente per quattro volte.
Tersicore ispirò questi due danzatori e l'eccellente compositore e violinista J. K. Rebel.
Tuesday, April 30, 2013
ESTATE 2013: MUSICA, QUALE SARA' IL "TORMENTONE" DELLE SPIAGGE?
"Gangnam Style", "Pulcino pio", "Vamos a la playa", "Ti amo", "Tu sei l'unica donna per me": cos'hanno in comune tutti questi brani di diverse epoche e completamente differenti tra di loro? Semplice, sono stati tutti dei "tormentoni" dell'estate, la stagione dove la musica diventa veramente protagonista!
Ci si chiede già, quindi, quale sarà la canzone regina dell'estate 2013, quella che non riusciremo a toglierci dalla testa e che continuerà a tenerci compagnia durante le nostre giornate passate sulla spiaggia.
Ecco quali sono gli artisti "candidati" quest'anno:
cominciamo dall’ultimo singolo dei Daft Punk, il duo elettronico francese che sta scalando le classifiche di tutto il mondo con la canzone «Get Lucky», che oltre ad aver già conquistato il record di click su Spotify (il servizio di musica in streaming arrivato nei mesi scorsi anche in Italia), viene considerata con i suoi ritmi che ricordano gli storici tormentoni degli anni Settanta, la regina delle classifiche estive mondiali.
Non poteva mancare anche il fenomeno musicale del momento, ovvero «Harlem Shake» prodotta dal dj americano Baauer che lui stesso definisce «canzone sciocca e senza senso in grado però di diventare virale». Il suo video, colorato e folle, è già diventato una delle clip più cliccate su YouTube.
Naturalmente, c'è anche lui, il già citato PSY con il suo nuovo singolo "Gentlemen" che è partito come un razzo in testa alle classifiche e pronto a ribadire il successo del "Gangnam Style".
In lizza per un posticino tra i più trasmessi e cantati nelle feste in spiaggia anche due brani che si ripromettono di far ballare i più giovani per tutta la notte: direttamente da X-Factor Uk, Olly Murs affianca Flo Rida nella romantica ballata «Troublemaker». Pitbull, invece, ha scelto una collaboratrice d’eccezione in Christina Aguilera nella nuova «Feel this moment».
E gli italiani? Spazio quest’anno il posto ai ritmi rap del giovanissimo Fedez, astro nascente della musica italiana, costruitosi da solo autoproducendo i propri video e mandandoli in rete via YouTube. È lui che con un inno alla «nuova Italietta » intitolato «Alfonso Signorini» e cantato con Elio e le storie Tese sta scalando le classifiche italiane e creando un modo di fare musica tutto nuovo pronto a esplodere nelle assolate giornate
dell’estate 2013.
Concerto del primo Maggio a Roma: ultime notizie.
Il concertone del primo maggio in Piazza San Giovanni a Roma oramai è alle porte e la lista dei partecipanti è stata completata.
L'edizione di quest'anno organizzata come sempre dai sindacati CIGL, CISL e UIL, sarà aperta dall'Inno si Mameli suonato da cento violoncellisti diretti dal maestro Giovanni Sollima.
Sarà la conduttrice Geppi Cucciari a fare da cicerone durante tutta la durata dell’evento con la sua brillante ironia.
Anche per quest'anno la diretta su Raitre è assicurata e a comunicarlo in maniera ufficiale è stato Andrea Vianello, direttore della rete televisiva dal 29 novembre 2012.
La diretta dal canale Rai è inizierà alle ore 15 e proseguirà fino alle 19. Il collegamento riprenderà dopo l'interruzione prevista per il tg nazionale e quello regionale alle 20 e continuerà fino alle 24 con brevi interruzioni pubblicitarie.
Fra i partecipanti più noti al pubblico saranno presenti Niccolò Fabi, Max Gazzè, Elio e le Storie Tese, Africa Unite e Enzo Avitabile con il suo gruppo di musicisti.
Il grande escluso di quest'anno è Fabri Fibra e la polemica che ha generato la sua estromissione ancora non si è conclusa.
Sembra che a far saltare la sua partecipazione sia stata l'associazione D.i.re (Donne in rete contro la violenza) che ha fatto presente ai tre sindacati organizzatori che il rapper nel suo ultimo disco ha scritto un brano in cui cita Pietro Pacciani e un altri in cui racconta lo stupro è l'uccisione di una bambina.
Per evitare ulteriori polemiche CIGL, CISL e UIL avrebbero deciso di escludere Fabri Fibradall'evento.
A favore dell'artista si sono schierati pubblicamente la conduttrice Geppi Cucciari ed Elio e le Storie Tese. “A seguito di alcune segnalazioni abbiamo ritenuto utile evitare la sua esibizione. Il concerto del primo maggio è basato sul rispetto delle persone.
Senza togliere nulla alla libertà di espressione, la presenza di Fabri Fibra ci è sembrata inopportuna” ha dichiarato il segretario della CGIL e l'artista gli risponde su Twitter “Il Primo Maggio è ancora soggetto a certi schemi che in altri circuiti live non ci sono o comunque non ci sono più”.
Difficile decidere chi stia dalla parte della ragione ma comunque sia la censura non contribuisce mai a favorire la democrazia di un paese.
Saturday, April 27, 2013
JUSTIN BIEBER, NUOVO SCANDALO: TROVATA DROGA E UN'ARMA SUL BUS DEL TOUR
Justin Bieber, la celebre popstar che fa impazzire le teenager non smette di far parlare di sè e questa volta lo fa in maniera decisamente negativa: infatti la polizia svedese ha reso noto di aver trovato un piccolo quantitativo di droga e un’arma a bordo del bus che sta portando il cantante in giro per l'Europa per il suo Tour.
Appena 30 minuti prima che il 19enne Justin Bieber desse inizio al suo concerto in programma a Stoccolma, la squadra antidroga, su richiesta della polizia locale, ha effettuato una perquisizione del pullmann usato dalla popstar.
Appena 30 minuti prima che il 19enne Justin Bieber desse inizio al suo concerto in programma a Stoccolma, la squadra antidroga, su richiesta della polizia locale, ha effettuato una perquisizione del pullmann usato dalla popstar.
Lars Bystrom, un agente di polizia avrebbe dato l'allarme dopo aver sentito un intenso odore riconducibile al fumo di marijuana proveniente dal bus. In seguito alla perquisizione, insieme alla droga è stato trovato anche uno "stun gun", ovvero una pistola da stordimento. Secondo la legge svedese, per poter usare questo tipo di armi è obbligatorio avere il porto d’armi e nessuno dello staff che fa parte del tour lo possedeva.Justin Bieber, fino ad ora, non ha voluto commentare ufficialmente la notizia, limitandosi a scrivere solo qualche messaggio su Twitter: la popstar ha minimizzato quanto accaduto ed ha invitato tutti a pensare di più alla musica.
Commenti a parte, sta di fatto che il nuovo episodio di cronaca non aiuta certo a mettere Justin Bieber sotto una luce migliore: ricordiamo, infatti, che l'idolo delle adolescenti di tutto il mondo, negli ultimi mesi, è finito al centro dell'attenzione per alcune "marachelle" non proprio da "bravo ragazzo". Per esempio, rammentiamo ciò che avvenne nello scorso mese di gennaio, quando il 19enne fu immortalato in uno scatto fotografico mentre fumava nella propria stanza d’albergo qualcosa di molto simile ad una canna.
Commenti a parte, sta di fatto che il nuovo episodio di cronaca non aiuta certo a mettere Justin Bieber sotto una luce migliore: ricordiamo, infatti, che l'idolo delle adolescenti di tutto il mondo, negli ultimi mesi, è finito al centro dell'attenzione per alcune "marachelle" non proprio da "bravo ragazzo". Per esempio, rammentiamo ciò che avvenne nello scorso mese di gennaio, quando il 19enne fu immortalato in uno scatto fotografico mentre fumava nella propria stanza d’albergo qualcosa di molto simile ad una canna.
Friday, April 26, 2013
Record Store Day: a Londra per festeggiare i dischi in vinile
Il 20 Aprile in tutto il mondo si è celebrato il Record Store Day, ovvero una giornata di festa dedicata ai vecchi dischi in vinile.
Se la ricorrenza quindi era valida ovunque, il vero fulcro dell'iniziativa si è avuto a Londra, ed in particolare in Berwick Street, via resa famosa da una copertina degli Oasis in cui veniva immortalata.
Questa strada si trova in Soho, ed è diventata un po' il cuore dell'evento per il fatto che vi è un'altissima concentrazione di negozi che vendono dischi in vinile, tanto da essere definita il "golden mile of vynil".
Tre, in particolar modo, sono i negozi davvero cult per tutti gli appassionati di questo particolare supporto musicale: il Record and Tape Exchange, il Reckless Records ed infine il Sister Ray.Berwick Street, e tutte le vie limitrofe, sono piene di negozi di musica, a partire da quelli specializzati in un particolare genere, fino a quelli che vendono cd; dalla musica classica al rock, dal reggae al jazz, ce n'è per tutti i gusti, anche se il settore sta incontrando una profonda crisi.
Fino a pochi anni fa, in Inghilterra i negozi di dischi erano qualche migliaio, mentre oggi sono solo poco più di trecento, ed in ogni caso la Gran Bretagna resta un luogo fortunato, perchè ad esempio in Italia diventa sempre più difficile trovare locali specializzati nel settore, se non nelle grandi città, e organizzati in megastores.
Così, il Record Store Day è stato un momento impagabile per riunire tutti gli amanti della musica, per fare shopping, accaparrandosi alcuni dei dischi prodotti da alcune note band specificatamente per l'occasione, e per ascoltare dal vivo alcuni artisti, dai più famosi a quelli emergenti. Nel corso della giornata, sul palco che è stato montato in Berwick Street, si sono avvicendati Frank Turner, le Smoke Fairies, i leggendari Wire, band rock famosissima negli anni settanta in Inghilterra, con la chiusura di Paul Weller.
L'entusiasmo delle persone che a centinaia hanno popolato la strada dalla mattina alla sera, dai più giovani ai più anziani, ha ricordato come il disco possa essere ancora un veicolo capace di trasmettere non solo la musica del cuore, ma anche la passione e la cultura, e che i negozi di dischi, dunque, sono anche luoghi di aggregazione e crescita, e non solo di compravendita.
Thursday, April 25, 2013
Tony Bennett, re del vocal jazz
Tony Bennett, all’anagrafe Anthony Dominick Benedetto -italo-americano, quindi-, staccherà (con un po' di fortuna) quest’anno il tagliando delle ottantasette primavere, un bel traguardo.
Di questo versatile interprete, formatosi nei night-club e nelle sale da ballo degli hotel più celebri di New York, come il Waldorf Astoria o il Plaza, Frank Sinatra una volta disse che è di gran lunga il miglior cantante che l’America abbia mai avuto.
Non so dire se risponda a verità il superlativo assoluto ma di certo Bennett è da molti anni ormai uno dei più validi esponenti del jazz vocale, a suo completo agio soprattutto nel trio piano-basso-batteria.
Il suo è uno stile che appare maturato con gli anni: la voce, che si è fatta via via un poco più screziata rispetto al timbro vellutato degli anni giovanili, ha acquistato però forza, consistenza, tant’è vero che adesso è capace di tenere la nota, come non gli riusciva invece in tempi passati.
Di questo indiscutibile invigorimento ne sono testimonianza i molti cd che ha registrato in solo o in duetto in questi ultimi anni: discreto il cd con k.d. lang di qualche anno fa, buono “Tony sings the blues”, uscito in occasione dei 75 anni, in cui duettava con Ray Charles, Billy Joel, per citarne due, stucchevole invece il risultato dell’album autocelebrativo per gli ottant’anni, dove comparivano invece Bono, Barbra Streisand, Elton John, McCartney -a dimostrazione della considerazione alta in cui è tenuto nello show-business.
Negli anni ‘90, però, già ben oltre la sessantina, aveva licenziato grandi dischi, uno dietro l’altro: “Perfectly Frank”, “Bennett on Holiday” e “Bennett sings Ellington”, tre omaggi ai suoi tre eroi, Sinatra, Billie Holiday e Duke Ellington -tutti registrati al fianco del complesso del fido Ralph Sharon, pianista mainstream di sicuro valore.
Poi, nel ‘94 pubblicò uno dei più grandi risultati della storia del jazz vocale, “MTV Unplugged”, un episodio registrato live, che costituisce un paradigma di come bisogna cantare gli standard jazz.
In mezzo a una scaletta eccezionale, imperdibili sono “When Joanna loved me”, “I wanna be around”, una commovente versione di “I left my heart in San Francisco” (la canzone più famosa di Bennett) e non stento a definire la migliore restituzione di sempre quella che Tony fa di “Body and soul”, che chiude con un acuto da far accapponare la pelle.
Un disco, peraltro acquistabile a basso prezzo, da comprare subito.
Di questo versatile interprete, formatosi nei night-club e nelle sale da ballo degli hotel più celebri di New York, come il Waldorf Astoria o il Plaza, Frank Sinatra una volta disse che è di gran lunga il miglior cantante che l’America abbia mai avuto.
Non so dire se risponda a verità il superlativo assoluto ma di certo Bennett è da molti anni ormai uno dei più validi esponenti del jazz vocale, a suo completo agio soprattutto nel trio piano-basso-batteria.
Il suo è uno stile che appare maturato con gli anni: la voce, che si è fatta via via un poco più screziata rispetto al timbro vellutato degli anni giovanili, ha acquistato però forza, consistenza, tant’è vero che adesso è capace di tenere la nota, come non gli riusciva invece in tempi passati.
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| Tony Bennett |
Negli anni ‘90, però, già ben oltre la sessantina, aveva licenziato grandi dischi, uno dietro l’altro: “Perfectly Frank”, “Bennett on Holiday” e “Bennett sings Ellington”, tre omaggi ai suoi tre eroi, Sinatra, Billie Holiday e Duke Ellington -tutti registrati al fianco del complesso del fido Ralph Sharon, pianista mainstream di sicuro valore.
Poi, nel ‘94 pubblicò uno dei più grandi risultati della storia del jazz vocale, “MTV Unplugged”, un episodio registrato live, che costituisce un paradigma di come bisogna cantare gli standard jazz.
In mezzo a una scaletta eccezionale, imperdibili sono “When Joanna loved me”, “I wanna be around”, una commovente versione di “I left my heart in San Francisco” (la canzone più famosa di Bennett) e non stento a definire la migliore restituzione di sempre quella che Tony fa di “Body and soul”, che chiude con un acuto da far accapponare la pelle.
Un disco, peraltro acquistabile a basso prezzo, da comprare subito.
MAL DI TESTA? Prova a curarlo con la musicoterapia!
Secondo i suggerimenti dei maggiori esperti di musicoterapia, c'è un tipo di melodia e armonia musicale per alleviare i più frequenti disturbi.
Se avete mal di testa provate ad ascoltare "Sogno d'amore" di Liszt o "Serenade" di Schubert; se soffrite di insonnia provate con i "Notturni" di Chopin oppure con il "Canone" di Pachelbel; e infine, per l'armonia del vostro ambiente si consiglia tutto Mozart.
La musicoterapia è una tecnica curativa che utilizza la musica in tutte le sue forme con la partecipazione attiva o passiva del paziente.
Essa ricorre alle diverse melodie come metodo per guarire o ridurre vari problemi di salute.
L'idea di fondo è riconoscere che la maggior parte delle malattie hanno origine nel cervello, il quale poi trasmette ad una parte del corpo uno stimolo determinato che riproduce una malattia.
Con la musicoterapia si cerca di fare arrivare al cervello degli stimoli che lo portino al rilassamento o all'annullamento di quelli che riproducono la malattia, attraverso differenti melodie con le quali si possono ottenere effetti sorprendenti.
Sebbene la musicoterapia si conosca sin dall'antichità, è stato solo a partire dalla seconda metà del secolo scorso che essa è stata impiegata nella medicina recuperativa.
Attualmente viene applicata agli squilibri nervosi, ha influenza positiva sul cuore e sui polmoni, è stata sperimentata nei casi di alcolismo, droghe e come prevenzione dei suicidi, ma c'è ancora tanto da approfondire.
Lo schema base di lavoro in questa disciplina prevede tre aspetti: l'interazione positiva del paziente con altre persone, l'autostima e l'impiego del ritmo come elemento generatore di energia e di ordine.
La musicoterapia agisce come motivazione per lo sviluppo dell'autostima, con tecniche
che provocano nell'individuo sentimenti di autorealizzazione, fiducia in se stesso, soddisfazione e molta sicurezza in se stesso.
Il ritmo, elemento basilare, dinamico e potente nella musica, è lo stimolo orientatore dei processi psicomotori che promuovono l'esecuzione dei movimenti controllati: spostamenti per prendere consapevolezza dello spazio, sperimentati attraverso il proprio corpo.
Lo strumento sonoro più potente secondo molti terapeuti del suono è il canto armonico, una tecnica di canto che permette a una singola voce di produrre simultaneamente due o più suoni distinti.
Attraverso le nostre proprie voci, possiamo proiettare alla parte malata la frequenza di risonanza corretta, e restituire la sua frequenza normale.
Secondo John Beaulieu, musicoterapeuta americano, l'intonazione armonica va a colpire perfino il flusso della kundalini delle tradizioni mistiche, e può essere messo in relazione con i "mantras" tibetani creati per ripulire i "chakras" e risvegliare la propria energia per raggiungere l'illuminazione.
Se avete mal di testa provate ad ascoltare "Sogno d'amore" di Liszt o "Serenade" di Schubert; se soffrite di insonnia provate con i "Notturni" di Chopin oppure con il "Canone" di Pachelbel; e infine, per l'armonia del vostro ambiente si consiglia tutto Mozart.
La musicoterapia è una tecnica curativa che utilizza la musica in tutte le sue forme con la partecipazione attiva o passiva del paziente.
Essa ricorre alle diverse melodie come metodo per guarire o ridurre vari problemi di salute.
L'idea di fondo è riconoscere che la maggior parte delle malattie hanno origine nel cervello, il quale poi trasmette ad una parte del corpo uno stimolo determinato che riproduce una malattia.
Con la musicoterapia si cerca di fare arrivare al cervello degli stimoli che lo portino al rilassamento o all'annullamento di quelli che riproducono la malattia, attraverso differenti melodie con le quali si possono ottenere effetti sorprendenti.
Sebbene la musicoterapia si conosca sin dall'antichità, è stato solo a partire dalla seconda metà del secolo scorso che essa è stata impiegata nella medicina recuperativa.
Attualmente viene applicata agli squilibri nervosi, ha influenza positiva sul cuore e sui polmoni, è stata sperimentata nei casi di alcolismo, droghe e come prevenzione dei suicidi, ma c'è ancora tanto da approfondire.
Lo schema base di lavoro in questa disciplina prevede tre aspetti: l'interazione positiva del paziente con altre persone, l'autostima e l'impiego del ritmo come elemento generatore di energia e di ordine.
La musicoterapia agisce come motivazione per lo sviluppo dell'autostima, con tecniche
che provocano nell'individuo sentimenti di autorealizzazione, fiducia in se stesso, soddisfazione e molta sicurezza in se stesso.
Il ritmo, elemento basilare, dinamico e potente nella musica, è lo stimolo orientatore dei processi psicomotori che promuovono l'esecuzione dei movimenti controllati: spostamenti per prendere consapevolezza dello spazio, sperimentati attraverso il proprio corpo.
Lo strumento sonoro più potente secondo molti terapeuti del suono è il canto armonico, una tecnica di canto che permette a una singola voce di produrre simultaneamente due o più suoni distinti.
Attraverso le nostre proprie voci, possiamo proiettare alla parte malata la frequenza di risonanza corretta, e restituire la sua frequenza normale.
Secondo John Beaulieu, musicoterapeuta americano, l'intonazione armonica va a colpire perfino il flusso della kundalini delle tradizioni mistiche, e può essere messo in relazione con i "mantras" tibetani creati per ripulire i "chakras" e risvegliare la propria energia per raggiungere l'illuminazione.
40 anni di The Dark Side of the Moon
Il 24 marzo del 1973 usciva l' ottavo album dei Pink Floyd, intitolato The Dark Side of the Moon.
Un disco straordinario, uno dei più venduti di sempre con oltre 50 milioni di copie in tutto il mondo, che portò la band inglese nell' Olimpo del rock, collocandola nella leggenda insieme ad altri mostri sacri come Beatles e Rolling Stones.
The Dark Side of The Moon è un Concept Album, ovvero una sorta di opera art rock, dove uno più canzoni ruotano intorno a dei temi per farne una storia.
Alla base del disco, i temi intrapresi dalla band erano l' alienazione mentale, il denaro ed il tempo.
Sembrerà strano, ma a quel tempo la band capitanata da Roger Waters si trovò ad affrontare diverse questioni, come la presa di coscenza di avere perso l' amico ex componente Syd Barrett, perso nei disturbi mentali da eccessi di LSD, il denaro che arrivava con i primi sucecssi discografici ed il tempo che passava dando una sensazione di impotenza ed ansia sul loro futuro.
L'opera in oggetto è qualcosa di stupendo, tanto che ancora oggi, dopo 40 anni ed un mese, sembra di una freschezza irraggiungibile, tra suoni elettronici fino ad allora mai così sperimentati, in un rock potente che ti prende e ti porta nelle liriche delle canzoni.
Probabilmente questo album segna la forza di Roger Waters, come scrittore e poeta, degno avversario dell'
americano Bob Dylan, come pochi altri hanno saputo fare, grazie alla sua grande visione dell'essere e delle proprie alienazioni.
Waters scrisse la gran parte dei brani, che poi divennero i più noti, faendolo diventare il vero leader della band, mentre Gilmour ne diventava l' alter ego, grazie alla sua fantasia e tecnica chitarristica, che lo fa sembrare un pittore di note, capace di emozionarti come pochi al mondo.
Wright era libero di spaziare tra suoni ed improvvisazione jazz, assecondato dalla straordinaria band che veniva ritmicamente sostenuta da Mason, preciso come un cronometro come non mai.
Un album perfetto, che ti prende dai primi suoni di Speack To Me, che fa da apripista all' album.
Breathe è qualcosa di inprescindibiledall' album, forse la canzone che più ti porta nella testa dei Pick Floyd, che in quel momento cercano di respirare dopo le tante fatiche del dopo Barrett.
La paura e le ansie della band esplodono in On Te Run, pezzo ipnotico e psichedelico, fino agli squilli delle sveglie ed orologi di Time, vero inno a non trascurare il tempo che passa.
Time è uno dei brani più noti, raro caso di canzone scritta ad otto mani, ovvero da tutti i componenti della band che finisce con la ripresa di Breathe, come per riprendere fiato dalle fatiche dei primi brani.
La prima parte del disco si chiude con The Great Gig in The Sky, dobe la voce di Clare Torry regala emozioni oltre la musica, inziando con la storica frase che dàil senso alla canzone: "E non ho paura di morire. Qualsiasi momento va bene; non mi interessa. Perché dovrei averne paura? Non ce n'è motivo... devi andartene prima o poi".
La seconda parte comincia con i soldi, la strepitosa Money, vera hit da classifica del disco segnata da un tempo in 7/4.
Us and Them è una sorta di ballata, molto dolce che però racchiude tutta l' amarezza della band nei confronti delle guerre, pensando in particolare alle vite che venivano perse nel loro svolgimento e, questo tema, verrà riprese piùvolte da Waters in tutti i dischi, complice la perdita del proprio padre nella seconda guerra mondiale, proprio nel nostro paese, a Cassino.
Any Colour You Like è un meraviglioso strumentale, dove la chitarra di Gilmour imprime parti funk al rock, come un susseguirsi di colori da dare alle proprie emozioni, facendo da ponte sonoro tra Us and Them e Brain Damage, dove esplicitamente si parla della follia umana.
Proprio questa canzone forse dà un senso al totolo dell' album, dove il lato oscuro della Luna non è altro che quello della nostra mente.
L' album si chiude con Eclipse, che rafforza l' analogia tra Luna e Mente, in particolare quando viene cantata la strofa "Tutto ciò che fai, tutto ciò che ti circonda sotto il Sole è in sintonia, ma il Sole è eclissato dalla Luna"
Un disco straordinario, uno dei più venduti di sempre con oltre 50 milioni di copie in tutto il mondo, che portò la band inglese nell' Olimpo del rock, collocandola nella leggenda insieme ad altri mostri sacri come Beatles e Rolling Stones.
The Dark Side of The Moon è un Concept Album, ovvero una sorta di opera art rock, dove uno più canzoni ruotano intorno a dei temi per farne una storia.
Alla base del disco, i temi intrapresi dalla band erano l' alienazione mentale, il denaro ed il tempo.
Sembrerà strano, ma a quel tempo la band capitanata da Roger Waters si trovò ad affrontare diverse questioni, come la presa di coscenza di avere perso l' amico ex componente Syd Barrett, perso nei disturbi mentali da eccessi di LSD, il denaro che arrivava con i primi sucecssi discografici ed il tempo che passava dando una sensazione di impotenza ed ansia sul loro futuro.
L'opera in oggetto è qualcosa di stupendo, tanto che ancora oggi, dopo 40 anni ed un mese, sembra di una freschezza irraggiungibile, tra suoni elettronici fino ad allora mai così sperimentati, in un rock potente che ti prende e ti porta nelle liriche delle canzoni.
Probabilmente questo album segna la forza di Roger Waters, come scrittore e poeta, degno avversario dell'
americano Bob Dylan, come pochi altri hanno saputo fare, grazie alla sua grande visione dell'essere e delle proprie alienazioni.
Waters scrisse la gran parte dei brani, che poi divennero i più noti, faendolo diventare il vero leader della band, mentre Gilmour ne diventava l' alter ego, grazie alla sua fantasia e tecnica chitarristica, che lo fa sembrare un pittore di note, capace di emozionarti come pochi al mondo.
Wright era libero di spaziare tra suoni ed improvvisazione jazz, assecondato dalla straordinaria band che veniva ritmicamente sostenuta da Mason, preciso come un cronometro come non mai.
Un album perfetto, che ti prende dai primi suoni di Speack To Me, che fa da apripista all' album.
Breathe è qualcosa di inprescindibiledall' album, forse la canzone che più ti porta nella testa dei Pick Floyd, che in quel momento cercano di respirare dopo le tante fatiche del dopo Barrett.
La paura e le ansie della band esplodono in On Te Run, pezzo ipnotico e psichedelico, fino agli squilli delle sveglie ed orologi di Time, vero inno a non trascurare il tempo che passa.
Time è uno dei brani più noti, raro caso di canzone scritta ad otto mani, ovvero da tutti i componenti della band che finisce con la ripresa di Breathe, come per riprendere fiato dalle fatiche dei primi brani.
La prima parte del disco si chiude con The Great Gig in The Sky, dobe la voce di Clare Torry regala emozioni oltre la musica, inziando con la storica frase che dàil senso alla canzone: "E non ho paura di morire. Qualsiasi momento va bene; non mi interessa. Perché dovrei averne paura? Non ce n'è motivo... devi andartene prima o poi".
La seconda parte comincia con i soldi, la strepitosa Money, vera hit da classifica del disco segnata da un tempo in 7/4.
Us and Them è una sorta di ballata, molto dolce che però racchiude tutta l' amarezza della band nei confronti delle guerre, pensando in particolare alle vite che venivano perse nel loro svolgimento e, questo tema, verrà riprese piùvolte da Waters in tutti i dischi, complice la perdita del proprio padre nella seconda guerra mondiale, proprio nel nostro paese, a Cassino.
Any Colour You Like è un meraviglioso strumentale, dove la chitarra di Gilmour imprime parti funk al rock, come un susseguirsi di colori da dare alle proprie emozioni, facendo da ponte sonoro tra Us and Them e Brain Damage, dove esplicitamente si parla della follia umana.
Proprio questa canzone forse dà un senso al totolo dell' album, dove il lato oscuro della Luna non è altro che quello della nostra mente.
L' album si chiude con Eclipse, che rafforza l' analogia tra Luna e Mente, in particolare quando viene cantata la strofa "Tutto ciò che fai, tutto ciò che ti circonda sotto il Sole è in sintonia, ma il Sole è eclissato dalla Luna"
Anna Tatangelo è irriconoscibile: dieci anni di trasformazioni.
Anna Tatangelo dopo dieci anni non è più quella di un tempo, oggi è una sofisticata lady di 25 anni in cerca d'identità.
Era il 2002 quando Anna Tatangelo, appena quindicenne, trionfò a Sanremo Giovani, e da allora la musica della sua vita è cambiata.
Ha partecipato ad altri quattro Sanremo, ha pubblicato cinque album e nel 2005, a soli 18 anni, ha stregato lo sposatissimo Gigi D'Alessio, già padre di tre figli.
Nel 2010, assieme a lui è diventata mamma di Andrea, e sempre nel 2010 ha partecipato in veste di giudice a X Factor.
Poi c'è stato Ballando con le stelle, un altro trionfo, perchè in ognuna di queste occasioni la ragazza di periferia ha tirato fuori la risolutezza e l'impertinenza della donna con gli attributi.
All'accusa di essere una "sfascia-famiglie", ha risposto costruendo una nuova famiglia.
Quando l'hanno accolta al talent musicale come una raccomandata lei, a sorpresa, ha sfoderato una competenza che ha chiuso la bocca a tutti.
E' arrivata allo show della Carlucci algida e ingessata per trasformarsi in una sorta di sinuosa ballerina brasiliana.
La Tatangelo ha compiuto tante capriole professionali quanti cambi di look, perchè cambiare pelle è il suo mestiere.
Trasformista seriale, si è divertita con mirabolanti metamorfosi giocate sui tagli dei capelli, sul trucco e su qualche aiutino chirurgico: nel 2008 ha ammesso di essersi rifatta il seno.
Tre le costanti della sua immagine: gli abiti neri, suo colore cult, la magrezza un pò virago e le sopracciglia sottilissime, da diva anni Trenta con l'arco alto.
La sua apparizione al Festival di Roma è stata da cinema: Anna Tatangelo coi capelli ramati pettinati con l'onda, il rossetto acceso da vera vamp, lo sguardo allungato e il vestito di seta indossato senza reggiseno, ha catturato l'attenzione dei flash.
Stylist e make up artist sono ancora al lavoro: la cantante Anna Tatangelo, a quanto pare, ha in serbo nuove sorprese.
Il suo gioco con lo specchio non finisce di certo quì, perchè le piccole aspiranti Lady Gaga crescono.
Dall'adolescente del primo Sanremo ad oggi, Anna Tatangelo, si è trasformata ed è irriconoscibile.
Tuesday, April 23, 2013
Fibra: "A proposito del Primo Maggio".
Il rapper Fabri Fibra, dopo aver comunicato via Facebook, ai suoi fans che non sarà presente al concerto del Primo Maggio, per ovvi motivi di censura preventiva nei suoi confronti, torna in un'intervista sull'argomento.
In effetti, sul comunicato del social network, il rapper si era limitato a sottolineare solo l'ingiustizia, non nei suoi confronti, ma nei confronti del rap, che in Italia viene snobbato e non capito, troppo spesso frainteso.
Si scusava con i fans per la sua mancata presenza e dimostrava un certo dispiacere per non salire sul palco, insomma una comunicazione normale e neutrale, che metteva in evidenza solo il fatto che l'Italia è ancora soggetta a certi tabù che in altre parti del mondo non esistono più.
In fondo come mentalità siamo più antiquati d'Europa e come ipocrisia i primi d'Europa.
Comunque oggi Fibra è tornato sull'argomento, come dicevo, rilasciando una dichiarazione, non molto polemica, ma con una bella dose di frecciatine piccanti:
''E' come se volessi fare un disco e tu non me lo pubblichi perché i contenuti sono estremi''
In effetti, sul comunicato del social network, il rapper si era limitato a sottolineare solo l'ingiustizia, non nei suoi confronti, ma nei confronti del rap, che in Italia viene snobbato e non capito, troppo spesso frainteso.
Si scusava con i fans per la sua mancata presenza e dimostrava un certo dispiacere per non salire sul palco, insomma una comunicazione normale e neutrale, che metteva in evidenza solo il fatto che l'Italia è ancora soggetta a certi tabù che in altre parti del mondo non esistono più.
In fondo come mentalità siamo più antiquati d'Europa e come ipocrisia i primi d'Europa.
Comunque oggi Fibra è tornato sull'argomento, come dicevo, rilasciando una dichiarazione, non molto polemica, ma con una bella dose di frecciatine piccanti:
''E' come se volessi fare un disco e tu non me lo pubblichi perché i contenuti sono estremi''
Infatti non ha senso, la bellezza della musica è la libertà di poter esprimere i propri pensieri e allo stesso tempo avere la libertà di ascoltarli o meno, il disco lo fai e poi sta al pubblico decidere se dargli un posto d'onore o meno, se piaci bene altrimenti amen.
Senza contare che hanno censurato non uno che vende qualche disco, ma uno che ha centrato ben tre dischi di platino con gli ultimi tre dischi, insomma è chiaro che il pubblico evidentemente capisce i suoi testi e ne comprende il vero significato, anche perché la maggior parte dei suoi sostenitori in realtà sono sostenitrici, me per prima, insomma non credo che in Italia esista una massa cosi considerevoli di donne sadiche che adorano il proprio carnefice, sessista e misogino, credo piuttosto che ci sia una maggioranza che ignora la vera essenza di questa musica particolare.
Ma Fibra non si limita a questo, continua cosi il suo discorso:
"Prima di dire e di dare un giudizio sui contenuti, e prima di valutare la mia esibizione, fatemi suonare e poi, casomai, mi dice che sono da censurare!".
E anche qui, come dargli torto? Parliamoci chiaro, le canzoni incriminate erano dell'era dinosauro Fibra, l'inizio dell'inizio dei tempi, canzoni che non canta da un secolo, era chiaro che non avrebbe cantato nulla del genere, anche perché è in piena promozione del disco "Guerra e Pace", solo soggetti con preconcetti già stabiliti a tavolino, non avrebbero capito che quelle canzoni sono defunte anche per lo stesso Fibra, che avrebbe sicuramente sponsorizzato canzoni più recenti, tra l'altro l'ultimo disco è molto maturo e profondo, per nulla volgare, venuto fuori da un Fibra maturo sulla soglia dei 40 anni.
Comunque l'ultimo pensiero lo rivolge ancora ai fans:
''Sono dispiaciuto per il pubblico, mi dispiace per i ragazzi che avrebbero voluto vedermi , e' un po' un passo indietro''.
Ecco anche qui una verità di quelle scottanti, insomma quanti sarebbero andati solo per vedere lui? Io in primis, mai messo piede al concerto del Primo Maggio, pur abitando a 10 km da Roma, ma quest'anno ci avevo fatto il pensierino, organizzando con mio marito e le mie due bimbe, un Primo Maggio diverso dal solito e il motivo era proprio lui, non ho mai saltato una sua esibizione a Roma, non l'avrei fatto neanche in quel contesto, ma quanti avrebbero fatto lo stesso? Tanti, basta farsi un giretto sui siti specifici per rendersene conto, in tanti per protesta non ci andranno più, morale della storia, al di là delle scuse gradite di Fibra, che poi ha ben poco di cui scusarsi, le colpe non sono certo sue, volevano salvare la faccia lasciandolo a casa, invece l'unico risultato ottenuto è un Primo Maggio omologato e scontato, visto e rivisto milioni di volte e una gran bella fetta di pubblico in meno.
Complimenti un bel lavoro!
Comunque l'ultimo pensiero lo rivolge ancora ai fans:
''Sono dispiaciuto per il pubblico, mi dispiace per i ragazzi che avrebbero voluto vedermi , e' un po' un passo indietro''.
Ecco anche qui una verità di quelle scottanti, insomma quanti sarebbero andati solo per vedere lui? Io in primis, mai messo piede al concerto del Primo Maggio, pur abitando a 10 km da Roma, ma quest'anno ci avevo fatto il pensierino, organizzando con mio marito e le mie due bimbe, un Primo Maggio diverso dal solito e il motivo era proprio lui, non ho mai saltato una sua esibizione a Roma, non l'avrei fatto neanche in quel contesto, ma quanti avrebbero fatto lo stesso? Tanti, basta farsi un giretto sui siti specifici per rendersene conto, in tanti per protesta non ci andranno più, morale della storia, al di là delle scuse gradite di Fibra, che poi ha ben poco di cui scusarsi, le colpe non sono certo sue, volevano salvare la faccia lasciandolo a casa, invece l'unico risultato ottenuto è un Primo Maggio omologato e scontato, visto e rivisto milioni di volte e una gran bella fetta di pubblico in meno.
Complimenti un bel lavoro!
Monday, April 22, 2013
Salmo: è arrivato l'erede di Fibra?
"Io penso negativo e per questo piaccio", Si presenta cosi Salmo, il rapper sardo che da due settimane è nella top ten, senza contare che mercoledì inizierà la sua tanto attesa tournée.
Come si dice nell'ambiente hip hop, Salmo è uno di quei rapper "che spacca", cioè uno di quelli che riporta contenuti e messaggi importanti, che fanno parlare e discutere.
Al secolo Maurizio Pisciottu, ha 29 anni e viene da Olbia, ha una gavetta musicale di tutto rispetto alle spalle, talmente lunga che gli ha permesso di portare con sé una grande dose di esperienza musicale, che oggi l'ha reso cosi popolare.
I suoi "dissing" graffiano per quanto sono duri e imbevuti di rivalsa, elemento questo fondamentale per chi fa questo genere di musica.
Dunque, non è un caso che Salmo abbia catturato l'attenzione di Gué Pequeno, nome che appartiene alla creme caramel del rap italiano, il quale gli ha prodotto il disco.
I suoi video, che riecheggiano lo stile Tarantino, sono roba forte, per chi ha una buona resistenza al nudo e crudo della realtà, ma forse funzionano per questo.
Tanto seguito e amato in web da essere considerato l'erede di Marracash e del numero uno del rap italiano, il tanto discusso e stramato insieme, Fabri Fibra, certo Salmo ha tutte le qualità per esserlo, ma occorre non correre tanto e restare con i piedi per terra, perché in fondo, sono state queste caratteristiche a rendere grandi Marracash e Fibra.
Nel prossimo futuro forse avremo un altro codice da decifrare, come il codice Fibra, ma potrebbe portare la firma di Salmo.
Come si dice nell'ambiente hip hop, Salmo è uno di quei rapper "che spacca", cioè uno di quelli che riporta contenuti e messaggi importanti, che fanno parlare e discutere.
Al secolo Maurizio Pisciottu, ha 29 anni e viene da Olbia, ha una gavetta musicale di tutto rispetto alle spalle, talmente lunga che gli ha permesso di portare con sé una grande dose di esperienza musicale, che oggi l'ha reso cosi popolare.
I suoi "dissing" graffiano per quanto sono duri e imbevuti di rivalsa, elemento questo fondamentale per chi fa questo genere di musica.
Dunque, non è un caso che Salmo abbia catturato l'attenzione di Gué Pequeno, nome che appartiene alla creme caramel del rap italiano, il quale gli ha prodotto il disco.
I suoi video, che riecheggiano lo stile Tarantino, sono roba forte, per chi ha una buona resistenza al nudo e crudo della realtà, ma forse funzionano per questo.
Tanto seguito e amato in web da essere considerato l'erede di Marracash e del numero uno del rap italiano, il tanto discusso e stramato insieme, Fabri Fibra, certo Salmo ha tutte le qualità per esserlo, ma occorre non correre tanto e restare con i piedi per terra, perché in fondo, sono state queste caratteristiche a rendere grandi Marracash e Fibra.
Nel prossimo futuro forse avremo un altro codice da decifrare, come il codice Fibra, ma potrebbe portare la firma di Salmo.
Vacca e Mondo Marcio sul palco delle Officine in musica.
A Lecce, il progetto Officine della Musica continua il suo cammino, stanno per arrivare sul palco due nomi molto apprezzati del mondo hip hop italiano, infatti il 24 Aprile, dalle 22 in poi, ci sarà il live di Vacca, mentre il 30 Aprile sarà la volta di Mondo Marcio.
Come la tradizione del progetto vuole, i due live saranno aperti da Mc e band salentine, selezionate tra le migliori iscritte sul sito del progetto www.officinedellamusica.org , una grande occasione per questi rapper emergenti e in continua espansione, di mettersi in mostra e far notare al pubblico presente la loro bravura.
In particolare il pubblico potrà apprezzare, durante il concerto di Vacca, Gaston, un Mc che segue il flow dello statunitense The Notorious B.I.G. Poi toccherà a Soop & Nintal, un duo salentino da poco uscito con un disco intitolato "Si comincia da qui", a scaldare il cuore rap del pubblico presente. Infine, ci sarà Mc Kal che presenterà il suo nuovo progetto.
Per il live di Mondo Marcio, toccherà a Spolpa Mc fare gli onori di casa e Sisma & Nastro concluderanno il benvenuto al rapper più in vista, il primo salentino ha all'attivo già diversi singoli e live, mentre il duo nascente uscirà tra poco con il primo disco ufficiale.
Officine della Musica, inoltre, è un progetto ideato dall'Assessorato alle politiche giovanili del Comune di Lecce, partecipare al concerto costa solo 10 euro, da sottolineare che se si acquistano entrambe i biglietti, promozione attiva fino al 23 Aprile, non si pagheranno i diritti di prevendita, per maggiori informazioni collegatevi con il sito ufficiale del progetto.
Come la tradizione del progetto vuole, i due live saranno aperti da Mc e band salentine, selezionate tra le migliori iscritte sul sito del progetto www.officinedellamusica.org , una grande occasione per questi rapper emergenti e in continua espansione, di mettersi in mostra e far notare al pubblico presente la loro bravura.
In particolare il pubblico potrà apprezzare, durante il concerto di Vacca, Gaston, un Mc che segue il flow dello statunitense The Notorious B.I.G. Poi toccherà a Soop & Nintal, un duo salentino da poco uscito con un disco intitolato "Si comincia da qui", a scaldare il cuore rap del pubblico presente. Infine, ci sarà Mc Kal che presenterà il suo nuovo progetto.
Per il live di Mondo Marcio, toccherà a Spolpa Mc fare gli onori di casa e Sisma & Nastro concluderanno il benvenuto al rapper più in vista, il primo salentino ha all'attivo già diversi singoli e live, mentre il duo nascente uscirà tra poco con il primo disco ufficiale.
Officine della Musica, inoltre, è un progetto ideato dall'Assessorato alle politiche giovanili del Comune di Lecce, partecipare al concerto costa solo 10 euro, da sottolineare che se si acquistano entrambe i biglietti, promozione attiva fino al 23 Aprile, non si pagheranno i diritti di prevendita, per maggiori informazioni collegatevi con il sito ufficiale del progetto.
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