Wednesday, May 8, 2013

POLITICA | MARCELLO DELL'UTRI: “A SANTO DOMINGO MI ROMPO I C...”, TORNO IN ITALIA, IN GALERA C'E' SEMPRE QUALCOSA DA FARE

Ha rilasciato un'intervista alla trasmissione radiofonica di Radio 24, La Zanzara, l'ex senatore del PDL Marcello Dell'Utri.
Da Santo Domingo, nella repubblica dominicana, dove si trova in attesa della sentenza definitiva per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa(in appello è stato condannato a 7 anni di reclusione), dice “Non ho intenzione di restare ancora a lungo, tra dieci giorni torno in Italia, ho il volo già prenotato, qui mi rompo i “c...”.”
Proprio così, e aggiunge “Qui ci sono sempre 26 gradi, il clima è bellissimo: ma che ci faccio qui, un Bed & Breackfast? Dopo qualche giorno di paradiso terrestre mi annoio, per restare dei essere un golfista scatenato, avere una barca o devono piacerti le donne”.
Alla domanda dei conduttori della trasmissione “Perchè non aspetta lì la sentenza della cassazione?” -così risponde- “No, no, qui c'è anche il trattato di estradizione con l'Italia”.
Continua Dell'Utri “Trascorro le mie giornate passeggiando, non gioco a golf e in spiaggia vado poco: le donne? Non sono così fissato, e poi qui sono così bruttine, si vede che le belle si nascondono”.
Il verdetto della Cassazione dovrebbe arrivare entro fine anno, ma lui si dice tranquillo In galera almeno qualcosa da fare si trova, le pulizie, la biblioteca, si può dare conforto agli altri, sette anni volano via; è l'occasione per studiare e leggere: a me piace l'ebraico e non riuscirei mai a studiarlo se non in carcere”.
Poi aggiunge “Mi piacerebbe andare negli Stati Uniti, ma non posso perché mi hanno tolto il visto, in quanto sono stato condannato in secondo grado; volevo andare a Miami per la laurea di mia figlia Marina: una grande mortificazione, c'erano tutti i miei famigliari tranne io-prosegue- “invece di andare in Florida, sono rimasto a Santo Domingo: mia figlia si è laureata in ecologia ambientale e biologia marina con ottimi voti, alla faccia di Ingroia”.
Il Dell'Utri-pensiero si conclude come meglio non avrebbe potuto fare nemmeno un attore melodrammatico “Qui a Santo Domingo non posso nemmeno toccare i soldi in banca, me li ha bloccati la Procura di Palermo, e mi hanno pure sequestrato la casa; per vivere faccio la colletta tra gli amici, mi faccio prestare i soldi, poi li ridarò: quali soldi ci sono nei conti bancari? Quelli della casa sul lago che ho venduto a Berlusconi”.
Verrebbe voglia di affittare una nave ed andare a riprendercelo, questo “povero”, sfortunato “naufrago”, relegato in esilio come un Napoleonedei nostri tempi in una sperduta isola caraibica, ma anche no?

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