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Wednesday, May 8, 2013

Indivia: curiosità e usi in cucina.


Appartenente alla famiglia delle Composite, l'indivia si distingue in due sottospecie: la classica "crispum", dalle foglie arricciate, tra le varietà è possibile ricordare la Riccia d'estate a cuore d'oro, poi c'è l'indivia belga e l'indivia "latiforium", comunemente denominata scarola, dall'ampia diffusione e dalle foglie larghe e ondulate, presente nelle sue varietà più conosciute come la gigante degli Ortolani, la Cornetto di Bordeaux, la Diluvia, la Bionda a cuore pieno e la verde fiorentina a cespo compatto.
Di coltura tipica nei mesi invernali, le indivie sono ormai reperibili nel corso di tutto l'anno.
Prima dell'acquisto, verificate che i cespi siano sodi e turgidi, con le foglie e il cuore dai colori vivaci.
La conservazione dell'indivia avviene nel cassetto della frutta e della verdura in frigorifero all'incirca per una decina di giorni.
Essendo un'insalata facilmente deperibile, in special modo nelle confezioni pronto uso una volta aperte, si consiglia di consumarla il prima possibile, quando ancora le foglie sono fresche e ricche di sostanze nutritive.
L'indivia è ottima servita in insalata al naturale, condita con l'aggiunta di noci, mele e melograno, o accompagnata da funghi, alici, pollo, avocado.
Ma anche cotta nella ricetta del sugo per la pasta aglio, olio e bottarga di ruggine, in quella della zuppa di radice di pastinica e nello sformato con mozzarella, oltre a essere ingrediente consigliato nella preparazione di minestre, torte salate, ripieni per involtini e calzoni, senza dimenticare la tipica pizza farcita con scarola, originaria della tradizionale gastronomia campana.
Ricca di vitamina C, vitamina A, calcio e potassio, presenta inoltre una modesta quantità di vitamina K, ferro e fibre, composte queste ultime soprattutto da cellulosa ed ericellulosa che le conferiscono il tipico aspetto turgido e croccante.
Rispetto alla cicoria, l'indivia si caratterizza per una maggior concentrazione di zuccheri, ferro e acqua di vegetazione e un minor apporto di sali.
Grazie a una particolare tecnica di coltivazione dalla quale di ottiene l'imbiachimento delle foglie private del contato con la luce solare, il sapore di questa insalata perde in parte il suo gusto amarognolo, divenendo più tenera e molto dolce.

Surgelare e congelare: ecco cosa bisogna sapere.


La surgelazione è un procedimento industriale di conservazione degli alimenti che richiede macchinari specifici per raggiungere in tempi strettissimi, massimo 4 ore, con temperature molto basse, da -80 gradi a -18 gradi.
Sono surgelati i prodotti che si trovano nei banchi-frigo dei supermercati, la cui confezione per legge deve garantire l'integrità del prodotto e la corretta conservazione nel rispetto assoluto della catena del freddo che non va mai interrotta.
Gli alimenti che possono essere sottoposti a surgelazione sono la carne e i derivati, il pesce, le verdure e gli ortaggi, i prodotti lattiero-caseari  gli alimenti precotti.
La congelazione, invece, può essere effettuata nel freezer di una normale cucina.
Richiede tempi più lunghi e temperature meno basse.
Entrambi i procedimenti portano alla formazione di cristalli di ghiaccio.
Nel caso della congelazione, invece, i cristalli sono più grandi e provocano la rottura delle strutture cellulari, da cui deriva una maggiore perdita d'acqua e si sostanze nutritive durante lo scongelamento.
E' consigliabile cuocere subito i surgelati tolti dal freezer, se non è possibile, possono essere lasciati scongelare in frigorifero.
Non si devono mai passare sotto l'acqua calda, per non cuocere la parte esterna del prodotto e per non disperdere sali e vitamine.
Ritorniamo alla congelazione domestica: si può praticare sostanzialmente per tutti gli alimenti, compresi piatti già pronti e cotti.
Per ogni tipo di cibo c'è un limite di tempo di conservazione diverso, che garantisce una minor perdita di sostanze nutritive.
Prima di congelare un alimento, bisogna togliere gli scarti, lavarlo e asciugarlo in modo che sai già pronto per il consumo al momento dello scongelamento.
E' sempre opportuno etichettare la confezione, indicando contenuto e data.
Non bisogna mai inserire nel congelatore i piatti caldi per non alterare la temperatura interna.
Essenziale è la fase del confezionamento per la protezione del cibo: i materiali migliori sono il politene, l'alluminio, i contenitori rigidi di alluminio, plastica o vetro.
Se il prodotto è stato scongelato per errore, o si cuoce subito o si butta, non va ricongelato.

Monday, April 29, 2013

LE PROPRIETÀ' BENEFICHE DELLE UOVA

L’uovo è il principe dell’alimentazione, ricco di principi nutritivi, contribuisce alla salute del nostro organismo, infatti fa bene alle ossa, ai muscoli, al peso, al fegato , alla memoria e a tanto altro ancora.
Ricco di proteine,grassi buoni, quelli monoinsaturi e polinsaturi, di ferro, di zinco, fosfolipidi, di vitamine, in particolare la D utile all’assorbimento di calcio e fosforo e quelle del gruppo Be B12; proprio per il sua composizione ad alto valore biologico e nutritivo è ben visto dai nutrizionisti e dai dietologi; è altamente digeribile e se ne consiglia il consumo anche 3 volte alla settimana, preferibilmente al mattino a colazione, quando il corpo ha più bisogno di energia per iniziare la giornata.
Con il consumo regolare di uova si favorisce la concentrazione e la memoria grazie ai fosfolipidi; favoriscono un buon funzionamento del  fegatograzie anche alla colina di cui sono ricche, si tratta di un aminoacido che stimola la secrezione della bile e legandosi ai fosfolipide  previene l’ossidazione e l’accumulo dei grassi nel fegato.

Questo ricco e al contempo povero alimento, previene anche l’arteriosclerosi, poiché l’amminoacido (la colina) contribuisce a scindere i grassi e il colesterolo in piccole particelle, prevenendo la loro adesione alle pareti arteriose, causa proprio dell’arteriosclerosi.
Consigliato ai bambini, poiché contribuisce alla crescita e alla formazione delle ossa e dei muscoli, grazie alla presenza di un minerale molto importante come lo zinco, per cui rafforzano la struttura ossea e la muscolatura anche a chi non è in crescita come i bambini.
Inserendo nel menù settimanale due o tre uova si combatte l’ipersideremia, cioè la carenza di ferro nel sangue; previene la calcolosi biliare, impedisce al colesterolo di cristallizzare grazie sempre ai fosfolipide e agli acidi biliari secreti dal fegato.
Ottime per chi fa la dieta, perché garantisce una sensazione di sazietà con un limitato apporto di calorie, infatti un uovo di media grandezza contiene circa 80 calorie.
Passiamo ora a sfasare alcuni luoghi comuni sulle uova: non sono responsabili dell’aumento di tasso di colesterolo nel sangue; non è vero che sono di difficile digeribilità , in realtà, le uova lasciano il nostro stomaco in circa due ore contro le tre ore per una porzione di carne; la loro digeribilità dipende essenzialmente dalla preparazione, perché risultino leggere è bene non cuocerle troppo a lungo e di non condirle con molto burro; I grassi contenuti sono si, di origine animale, ma si tratta per lo più di mono-insaturi e polinsaturi, quindi fanno bene all'organismo; non sono nocive per l funzionalità del fegato.

Salute e medicina: per l'ictus c'è la prevenzione e una cura.


L'ictus fa veramente paura a tutti, anche perchè risulta essere la terza causa di morte, la principale causa d'invalidità e la seconda causa di demenza nella popolazione.
Ma bisogna anche sapere che l'ictus, chiamato anche stroke, è un evento che si può scongiurare.
A fine ottobre 2012 la World Stroke Organization e la Stroke Alliance for Europe hanno diffuso delle linee guida per la prevenzione e una migliore cura dell'ictus, che si riassumono in: soccorso veloce entro la "finestra farmaceutica" di tre ore dall'evento e potenziamento dei centri ospedalieri specializzati.
Tutto ciò in un documento rivolto al Parlamento europeo e a tutti i governi dell'Unione.
La strategia parte dal tenere sotto controllo i fattori di rischio, e può diventare vincente: l'Associazione per la Lotta all'Ictus Celebrale, valuta che dei circa 200 mila ictus che si verificano ogni anno nel nostro Paese, oltre 150 mila potrebbero essere evitati.
I consigli per evitare l'ictus celebrale riguardano i stili di vita e l'alimentazione.
La prima cosa da fare è di evitare di fumare poi, ridurre il consumo di alcol a non più di due bicchieri di vino al giorno, un bicchiere per le donne.
E fate attenzione alle sostanze d'abuso, come cocaina ed ecstasy, che sono i responsabili di ictus anche nei giovani.
A tavola bisogna limitare l'aporto di sale a non più di sei grammi al giorno; ridurre il consumo dei grassi e di condimenti di origine animale, e sostituirli con olio d'oliva; mangiare ogni giorno tanta frutta e verdura, pari ad almeno 400-500 grammi; consumare regolarmente cereali integrali e legumi, che sono fonte di fibre alimentari, vitamine, folati e minerali benefici come il potassio, il magnesio e il calcio; mangiare pesce due-tre volte a settimana; consumare latte e alimenti derivati dal latte, scegliendo prodotti a basso contenuto lipidico.
Infine, è molto salutare un'attività fisica di moderata intensità, come il camminare di buon passo per 30 minuti, tutti, o quasi tutti, i giorni.
Molto importante è il controllo dei fattori di rischio, attraverso un accurato trattamento dell'ipertensione, dell'insufficienza cardiaca, del diabete, del sovrappeso.
Potete controllare gratuitamente, nelle farmacie aderenti, la pressione e l'eventuale presenza di quell'anomalia cardiaca chiamata fibrillazione attriale.

Friday, April 26, 2013

Celiachia: Una Malattia Sempre Più Diffusa

La Celiachia è una malattia sempre più diffusa, negli ultimi anni gli Italiani colpiti sono circa 400.000 e sono in continuo aumento.
Si tratta di una malattia autoimmune dell'intestino tenue che colpisce l'apparato digerente e causa un malassorbimento dei nutrienti contenuti negli alimenti.
I malati di Celiachia sono intolleranti al glutine, una proteina contenuta in tantissimi alimenti a base di Grano, Segale, Orzo, Farro ed altri cereali meno conosciuti come il Kamut.
Questi cereali si trovano in molti alimenti che normalmente consumiamo nella nostra alimentazione quotidiana quali pasta, pane, pizza, crusca, zuppe, biscotti, pan grattato, fette biscottate e salse a base di soia.
Il consumo di glutine in un Celiaco è dannoso in quanto il sistema immunitario reagisce distruggendo i villi intestinali, protuberanze della mucosa intestinale che servono al corpo per assorbire le sostanze nutritive, di conseguenza un malfunzionamento di questo tipo causa sintomi solitamente legati alla malnutrizione.


I sintomi spesso possono essere confusi con altri tipi di disturbi e malattie, quindi non è così facile capire se si è si tratta di Celiachia solo in base a questi, nonostante questo alcuni sintomi che possono mettere in allarme sono i seguenti:
- Dolore Addominale,
- Gonfiore;
- Nausea e Vomito;
- Dimagrimento;
- Mal di Testa;
- Costipazione;
Man mano che la malattia avanza altri sintomi più specifici soprattutto negli adulti sono:
- Depressione o Stati d'Ansia;
- Anemia;
- Osteoporosi;
- Assenza di Mestruazioni;
- Stomatite
- Affaticamento
- Dermatite
Se si hanno dei dubbi, alcuni esami possono segnalare la presenza di questa malattia, ad esempio le analisi del sangue segnaleranno una presenza alta di alcuni tipi di auto anticorpi, di solito viene fatta anche una biopsia intestinale tramite gastroscopia che rivela la presenza di Villi Intestinali danneggiati.
La cura consiste esclusivamente nell'eliminare dalla dieta gli alimenti che contengono glutine.
Nei supermercati si trovano sempre più spesso prodotti dedicati, pasta, pane, pizza e alimenti di questo tipo prodotti senza l'utilizzo di glutine, con farine apposite.
L'osservazione rigida della dieta porta un miglioramento delle condizioni fisiche, purtropppo però non ci sono casi di guarigione pertanto il malato di Celiachia dovrà continuare a evitare il glutine per tutta la vita.
Ancora oggi si tende a minimizzare a non prendere sul serio le persone colpite da questa malattia in quanto i sintomi e gli effetti non sono così evidenti, ma si tratta a tutti gli effetti di una vera e propria malattia, con tutto quello che ne consegue anche a livello psicologico per la persona che deve abituarsi un po' alla volta a evitare alimenti che prima mangiava quotidianamente.

Wednesday, April 24, 2013

Alimentazione: Uova e pesce, cosa portiamo in tavola.


Costa poco e ha un alto valore nutritivo: l'uovo è uno degli alimenti più gettonati in famiglia.
In Italia si consumano 12 miliardi di uova ogni anno, considerando non solo quelle che cuciniamo al tegamino, ma anche tutte quelle contenute in dolci, pasta, maionese ecc.
Tutti noi le mangiamo, ma sappiamo distinguerle per varietà e qualità?
Le uova si suddividono in categoria A, quelle "fresche", e categoria B, cioè di seconda qualità, destinate all'industria alimentare.
Quelle che acquistiamo da cucinare devono avere i seguenti requisiti: guscio e cuticola puliti e intatti; camera d'aria, cioè quel cuscinetto che si forma tra il guscio e l'albume, con un'altezza non superiore a 6 millimetri, che scendono a 4 per le uova con la dicitura "extra"; albume chiaro e limpido, di consistenza gelatinosa; il tuorlo deve avere un contorno definito e non deve allontanarsi troppo dal centro dell'uovo in caso di rotazione.
Il peso dell'uovo è suddiviso in quattro classificazioni: da piccole, quelle che pesano meno di 55 grammi, a XL, grandissime, oltre i 73 grammi.
Le altre informazioni sono stampate sul guscio: la tipologia di allevamento, 0 indica le uova da agricoltura biologica, 1 all'allevamento all'aperto, 2 a terra, 3 in gabbia, pari all'86 per cento delle uova destinate al consumo diretto; lo Stato di produzione: il codice IT sta per Italia, mentre le sigle successive indicano la provincia e comune di produzione.
Invece, il pangasio, è uno dei pesci più serviti nelle mense scolastiche e aziendali, ma gode di pessima fama.
Colpa della sua provenienza, perchè viene allevato in Vietnam in acque inquinate, e del'insana abitudine di spacciarlo per cernia o platessa al ristorante o sui banchi delle pescherie.
Il pangasio cresce in grandi allevamenti industriali sottoposti a continui controlli da parte dell'Unione europea, che non ha mai segnalato allarmi nè bloccato l'importazione.
Inoltre dai dati del Sistema di allerta alimentare europea dall'inizio del 2012 a oggi, risultano quattro segnalazioni sul pangasio, contro le 24 del pesce spada e le 47 del tonno.
A fare la differenza, però, sono le caratteristiche nutrizionali: il pangasio contiene una quantità di Omega 3 nettamente inferiore rispetto ad altri pesci, dal salmone alla trota, dalla sardina al tonno.

Sunday, April 21, 2013

RICETTE ANTICELLULITE

In questo articolo vi propongo alcune ricette semplici da preparare e buone da mangiare, ma sopratutto con ingredienti che ti aiuteranno a combattere la formazione dei cuscinetti di cellulite.
CESTINI DI POMODORI, ingredienti: 2 pomodori, 40 gr di tonno sott'olio sgocciolato, 30 gr di zucchine, 1 uovo sodo, 10 gr di olio extravergine di oliva, sale e pepe q.b.
Esecuzione: Priva i pomodori della calottina, salali e tienili capovolti in modo che perdano l'acqua. taglia la zucchina a julienne e mescolala con il tonno sbriciolato un po di olio, sale e pepe. Con questo composto riempi i pomodori, adagiali nel piatto di portata, coprili con le calottine e servili accompagnati da una salsina preparata con le uova sode passate al setaccio e amalgamate con l'aceto, il sale, il pepe e un filo di olio.
MELANZANE ALL'INSALATA, ingredienti: 200 gr di melanzana, 10 gr di olio di oliva, aceto di mele q.b., basilico, sale e peperoncino.
Esecuzione: Taglia la melanzana a cubetto, metti sul fuoco una pentola colma di acqua leggermente salata, porta ad ebollizione e scotta le melanzane per dieci minuti, scola e lascia raffreddare, quindi condisci con l'olio, l'aceto, il basilico, il sale e il peperoncino tritato, mescola per bene il tutto e porta in tavola.
TACCOLE CIPOLLINE E POMODORI, ingredienti: 100 gr di taccole, 100 di patatine, 50 gr di cipolline, 50 gr di pomodorini "ciliegia", aceto, olio extravergine, sale e pepe.
Esecuzione: monda le taccole e lessale in acqua bollente salata, scolale e tienile da parte; lessa anche le patate e le cipolline che hai tenuto prima per un po in acqua fredda acidulata; lava i pomodorini e tolgli loro il picciolo.
Adesso sistema le taccole sul fondo di un piatto di portata, cospargi sopra le patate, le cipolle e i pomodori, condisci con olio, sale, pepe una cucchiaiata di aceto e un filo di olio.
TROFIE AI CARCIOFI, ingredienti: 60 gr di trofie o altra pasta fresca, 200 gr di carciofi, 10 gr di olio di oliva, 5 gr di parmigiano, scalogno, prezzemolo, sale.
Esecuzione: monda i carciofi e tagliali a strisce sottili; versali poi in un padella con l'olio, lo scalogno tritato e qualche cucchiaiata di brodo vegetale e lascia cuocere per circa 15 minuti; cuoci la pasta in acqua salata, una volta cotta, scolala e versala nella padella dei carciofi, aggiungi una spolverata di parmigiano e prezzemolo tritato e mescola per bene e servi subito.