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Tuesday, April 30, 2013

Attentato a Laura La Torre, messo a tacere??

Laura La Torre, dirigente delle politiche del ministero agricolo è stata vittima nel mese di febbraio di un attentato, lei stessa lo ha raccontato a WineNews.
Laura La Torre, racconta quello che è successo il 14 febbraio nel suo ufficio.
La donna che tutt'ora ricopre la carica di Direttore Generale  della direzione per il riconoscimento degli organismi di controllo, certificazione e tutela del consumatore, era appena giunta nel suo ufficio, quando da una pesante cassettiera ha visto lo sprigionarsi di fumo e fiamme, l'inizio di un incendio.
Subito sono state allertate le forze d'ordine, carabinieri e vigili del fuoco.
Attentato a Laura della Torre messo a tacere
Da un primo esame sono stati trovati una valigetta che conteneva una sim e una pila, cioè l'occorrente per un ordigno rudimentale.
Il fatto è successo in un ministero del governo italiano, in via Quintino Sella nella sede del dicastero delle politiche agricole a Roma.
La cosa alquanto strana è che la notizia ha avuto pochissima risonanza, anche sulla stampa locale.
Viene spontaneo domandarsi il perchè.
Ricercando la notizia sul web viene segnalato come un corto circuito o comunque un incidente naturale, mentre invece si tratta di un vero e proprio attentato, anche se la quantità di esplosivo era modesta, quindi non fatto per uccidere o ferire ma come atto intimidatorio.
Le forze dell'ordine stanno ancora indagando su un fatto così grave avvenuto oltretutto all'interno di un ente istituzionale.
Laura della Torre dal canto suo ha fatto denuncia contro ignoti, e un fascicolo è stato aperto.
Laura, ha spiegato agli inquirenti di non credere di avere nemici all'esterno del Ministero, mentre i suoi sospetti si riversano proprio tra le mura dello stesso.
Tanto che la dirigente ha steso una lista di nomi di persone sospette, che ha consegnato nelle mani di un legale e a cui ha dato ordine di divulgare nel caso le succedesse qualche cosa.
Insomma la donna si sente minacciata.
A detta della stessa,  ha scritto una lettera al  ministro delle politiche agricole ora ex, Mario Catania, perchè si preoccupasse di mettere in sicurezza il palazzo visto l'accaduto, ma dallo stesso non ha mai ricevuto risposta.
Ha anche cercato, sempre detto da lei, di mettersi più volte in contatto con il ministro, per illustrargli la situazione di persona, ma non è mai riuscita a farsi ricevere.
La donna ribadisce di continuare a fare il suo lavoro come sempre, senza mezze misure o sotterfugi, sperando che il nuovo ministro metta ordine in un servizio che sempre secondo lei, presenta molte pecche.
A me invece viene  da pensare se non sia, si un atto intimidatorio, ma non rivolto personalmente alla dirigente, ma all'intera struttura politica che rappresenta.
Sempre a causa dell'esasperazione sociale che i cittadini stanno vivendo.
In qualsiasi caso, vale la pena di indagare e fare luce su un atto ancora troppo oscuro.

M5S E ATTENTATO A PALAZZO CHIGI: I COMMENTI "PROVOCATORI" LASCIATI SUL BLOG DI BEPPE GRILLO

L'attentato di Palazzo Chigi ha suscitato diverse reazioni nel mondo politico, naturalmente di condanna nei confronti del gesto compiuto da Luigi Preiti: gli esponenti dei vari partiti hanno espresso la loro preoccupazione per il futuro del nostro Paese ed hanno già annunciato un rafforzamento delle scorte al proprio seguito per tutelare la propria incolumità fisica; a questo proposito, nei prossimi giorni, verranno indette delle riunioni straordinarie nelle varie Prefetture.

Tornando alle reazioni politiche, c'era particolare interesse per i commenti in merito all'episodio di Palazzo Chigi sul blog di Beppe Grillo da parte dei suoi numerosissimi lettori: i simpatizzanti del Movimento Cinque Stelle si sono scatenati, esprimendo le proprie opinioni in maniera spesso bizzarra e contradditoria.
C'è chi ha mostrato solidarietà ai Carabinieri ma c'è anche chi "inneggia" all'attentatore rimproverandolo solo di aver "sbagliato" l'obiettivo...

Ecco qui di seguito alcuni di questi "curiosi" giudizi: 


L'unico errore commesso è stato quello di aver colpito i CC e non i Politici.......

Peccato, davvero peccato che al posto dei caramba (che poveri, non centrano un c....) non abbia sparato su uno di questi bastardi del PDL/PD-L!!!! Se finalmente spirasse uno di questi pezzi di m..., forse si toglierebbero dai c.........

mi sa' che era tutto preparato per poi dare la colpa al movimento 5 stelle................. mi ricorda un po' le brigate rosse,quando c'era da far sparire qualche personaggio scomodo

Dopo l’attentato ai carabinieri davanti a palazzo chigi anche i dissidenti PD sono costretti a votare la fiducia al governo para democristiano di letta, con grande soddisfazione di MAFIA, MASSONERIA P2, BERLUSCONI & C, CURIA VATICANA, SERVIZI DEVIATI, LOBBY VARIE, ECC

Io invece spero di no , non ho nulla verso i carabinieri ma verso lo stato si,questa persona che ha avuto il coraggio di affrontare lo stato io lo ammiro perché è stato capace di mettere in azione quello che molti di noi pensa dalla mattina alla sera senza mai agire, spero che questa sia una miccia verso lo stato il pd il pdl e tutti i corrotti del c.... che dalla mattina alla sera sono in televisione a prenderci per il c...

Questo episodio è la risposta del POTERE alla manifestazione contro l'inciucio di alcuni giorni fà, quando la
gente è stata sul punto di entrare in parlamento. Con la scusa di questa sparatoria (sicuramente preparata ad
hoc dai servizi) intensificheranno i controlli e sarà ancora più difficile avvicinarsi ai luoghi del Potere.

Non dimentichiamo gli insegnamenti della strage di Piazza Fontana (strage di Stato) in quell'epoca usata
per responsabilizzare gli anarchici. Riflettiamo: l'altro giorno Berlusconi ed Aznar erano al cospetto dei 5 Presidenti Americani!
Adesso che è successo quello che giá stava nell'aria questi sporchi schifosi politici che hanno mandato alla sfascio l'Italia (peccato che non hanno preso uno di loro, ma un povero carabiniere che non c'entrava nulla) se la prendono con la sinistra estrema cominciassero ha governare senza RUBARE

Purtroppo ci rimettono sempre gli innocenti!! sarebbe meglio raddrizzare la mira

Solidarietà ai Carabinieri!!! Non capisco perché non abbia sparato ai politici oppure ai neo ministri. Proprio perché si tratta di un gesto isolato, esprime la misura della sua incontrollabilità' e della nostra disperazione. Di certo non avremo benefici da questo governo di parassiti!!!

Ma basta con questo buonismo qui  si devono prendere le armi e cacciarli tutti sti bastardi!!!

Ogni Stato ha i "rivoluzionari" che si merita!!! Onore e gloria ai due Carabinieri feriti, che per tutelare le nostre istituzioni e un gruppo di "personaggi" incapaci, hanno pagato sulla propria pelle, errori a loro non imputabili. Vogliamo almeno noi impedire a questo governucciolo di condurci verso la rovina ???

Quando ho sentito la notizia , ho subito capito due cose ........
1.Addebitare tutto a un "Folle" ...
2.Addebitare tutto al M5S ....
3.La dichiarazione di Alfano ....
anche un bambino ormai riesce a capire quale sia la "arcinota" strategia di questa casta di Ladri e Buffoni .....
Forza BEPPE !

Monday, April 29, 2013

PIETRO GRASSO: APPELLO AI POLITICI AD USARE TONI MODERATI

Non stupisce più di tanto anzi, c'era d'aspettarselo, l'invito del Presidente del SenatoPiero Grasso ad una certa parte politica a “moderare” i toni del dibattito politico, dopo i fatti di ieri avvenuti davanti a Montecitorio.
Il neo Presidente Grasso, come fosse stato catapultato da un'altra galassia, si è infatti reso conto solo ieri dello “scollamento, della distanza, che separa le istituzioni dai cittadini”, intravedendo in ciò “una grande incognita, almeno per quanto riguarda il pericolo dell'eversione” e, sceso finalmente su questo pianeta, ha lanciato così il suo monito “bisogna intervenire per interrompere questa caduta”.
Già qui, l'italiano medio che ha avuto la (s)fortuna di vivere in questo Paese almeno negli ultimi due anni e che, nonostante tutto, non si è bevuto completamente il cervello, si pone qualche domanda.
La prima: “scollamento”, “distanza”, “abbassare i toni”, ma di mai chi starà parlando costui?
Sicuramente si riferisce alla casta che ci governa da vent'anni, a quella masnada politicanti che s'insultano l'un con l'altro (per poi andare a braccetto appena sentono odore di governo dell'inciucio) nei teatrini televisivi? Oppure il “monito” è rivolto a chi (Beppe Grillo), di fronte alle macerie di questa democrazia profondamente malata da anni ha chiamato i cittadini italiani ad attivarsi per il “ricambio totale”di una classe dirigente indegna di questo nome e di questo Paese?
Perchè, se fosse corretta la seconda ipotesi, l'intervento di Piero Grassoassumerebbe un ben diverso e certamente più “sinistro” significato, di segno quantomeno illiberale.
Intervistato dal quotidiano torinese “La Stampa”, il Presidente del Senato ha proseguito nella sua analisi dell'episodio avvenuto ieri mattina, che ha macchiato di sangue l'insediamento del governo Letta.
A proposito dei toni del dibattito politico, si spinge ad affermare “Certo che è importante mantenere il controllo sul linguaggio della politica”e -udite, udite- “non solo le armi possono fare male, anche le parole riescono ad esercitare violenza e creare dissidi insanabili, l'esasperazione verbale può finire per avere lo stesso effetto di una folla in tumulto: se parte la scintilla tutto diviene incontrollabile”.
E tutto questo ad indagini ancora aperte, quasi che il Presidente Grasso -dati i suoi trascorsi di pm- avesse già deciso chi portare sul banco degli imputati, in qualità di mandante dell'episodio criminale.
Una seconda domanda, sorge a questo punto spontanea al cittadino italiano medio: se Grassoera un inquirente così bravo, come mai ha deciso di lasciare la Direzione Distrettuale Antimafia ove, sicuramente, avrebbe reso un servigio ben più utile alle istituzioni repubblicane che non quello di “scaldare” la poltrona di Palazzo Madama, in precedenza occupata dal suo conterraneo Schifani?
Se fosse rimasto al suo posto, forse ci avrebbe risparmiato di ascoltare anche queste altre dichiarazioni “c'è un'opposizione utile, quella costruttiva che si svolge nelle sedi istituzionali, invece che l'esercizio di parole adatte più a demolire che a costruire”.
Verso chi punta il dito il Presidente Grasso e, allo stesso modo, di chi vuole prendere invece le difese?
Questi suoi maldestri e goffi interventi lo dobbiamo dire -seppur a malincuore- ci rimandano con la mente a quanto disse di lui l'allora dirigente della squadra di calcio palermitana nella quale militava da ragazzino “Io non riesco a capire come faccia quel ragazzo ad uscire dal campo con la maglietta sempre completamente pulita, anche quando si gioca nel fango e sotto la pioggia”.
Non se ne abbia a male il Presidente del Senato, ma quel dirigente –pur “misurando” le parole- si chiamava Marcello Dell'Utri.

ATTENTATO PALAZZO CHIGI: LUIGI PREITI, SIMBOLO DI MOLTI "SQUILIBRATI" IN ITALIA? HA PARLATO LA SORELLA

Il gesto di Luigi Preiti resterà scolpito nella storia della Repubblica Italiana come un episodio isolato di uno "squilibrato" (come molti l'hanno definito) oppure come il sintomo di un malessere generale che pervade il nostro Paese?
''Luigi e' sicuramente una persona disperata, ma questo non puo' giustificare assolutamente quello che ha fatto. - ha detto Girolama Preiti, sorella del muratore di Rosarno, protagonista dell'ignobile episodio di Palazzo Chigi - "Sono convinta, pero', che anche la politica ha le sue colpe e dovrebbe riflettere su quanto e' accaduto. Voglio sottolineare, comunque che mio fratello è una persona perbene. 

Lo dimostra il fatto che è un gran lavoratore e tutti gli vogliono bene. E' stato terribile vederlo in televisione bloccato a terra dopo ciò che aveva fatto", ha detto la donna. "Siamo tutti distrutti per quanto è accaduto. E lo sono, in particolare, i nostri genitori, chiusi in un dolore cupo e silenzioso".

Intanto, tutto il mondo della politica si sta interrogando sui toni usati in queste ultime settimane convulse, fatte di promesse non mantenute, di "inciuci" e di "accordi sottobanco" per tutelare (così si dice) l'interesse dell'Italia.
I veleni post-elettorali non sono mancati ed ancora oggi, nonostante il nuovo Governo sia ufficialmente nato, restano grandi perplessità non solo sul futuro della politica, ma soprattutto sul futuro degli italiani.
Ecco perchè molti avranno sorriso "ironicamente" sull' etichetta di "squilibrato" affibbiata a Luigi Preiti immediatamente dopo il disdicevole attentato di Palazzo Chigi: sì, perchè se il muratore di Rosarno è un pazzo, forse anche per molti italiani ci sarebbe bisogno della "perizia psichiatrica"...

A questo proposito, è stato intervistato il presidente del Senato, Pietro Grasso, che ha incoraggiato la politica ad "evitare di contribuire ad aumentare lo stato di tensione", perché "l'odio e la facilità di giudizio sono contagiosi". Fa male toccare con mano lo scollamento tra istituzioni e cittadini. - ha proseguito Grasso - In questa contrapposizione tra popolo e politica intravedo un'incognita grande almeno quanto il pericolo dell'eversione. La disperazione è contagiosa ed é compito nostro impedire che la disperazione si impadronisca delle nostre vite, che le situazioni drammatiche esasperino i comportamenti. La classe politica deve essere capace di sottoporsi agli stessi sacrifici che chiede al popolo", ha sottolineato il presidente del Senato, che considera "giusta e utile la presenza massiccia dei deputati M5S in Aula perché sia garantito il massimo del controllo e della trasparenza", ma spera anche in "una collaborazione più profonda, un'intesa su singoli provvedimenti capaci di far passare in secondo piano le dichiarazioni ad effetto, buone solo per un'opposizione cieca".

ATTENTATO A PALAZZO CHIGI: chi e' Luigi Preiti, l'uomo che ha sparato ai due Carabinieri e una civile.

Chi era Luigi Preiti, l'attentatore di Palazzo Chigi ... ?
Un gesto dettato dalla disperazione, di un uomo rimasto solo e senza lavoro.
Circa due anni fa si separa dalla moglie, cosi' lontano dall'affetto della stessa e del figlio, torna a vivere in Calabria con i suoi genitori. Per questo Luigi Preiti ieri mattina avrebbe impugnato la pistola ed aperto il fuoco contro i due militari ed una civile, davanti a Palazzo Chigi, durante il giuramento del nuovo governo.
Nato a Rosarno 46 anni fa Luigi aveva lasciato la Calabria alla fine degli anni novanta per raggiungere alcuni suoi parenti a Pedrosa in provincia di Alessandria e magari anche in cerca di fortuna, visto che la sua terra gli aveva dato poche speranze. Trovo' lavoro come manovale, si era sposato con una giovane del posto e con la stessa aveva avuto un figlio.
La crisi pero' del settore edile ha iniziato pero' a stravolgere l'esistenza di Luigi Preiti, infatti prima ha perso il lavoro e poi si e' separato dalla moglie. Circa due anni fa fece cosi' ritorno a Rosarno, in Calabria, dai suoi genitori, nel suo paese d'origine, quegli affetti e quei ricordi che tempo fa lo spinsero altrove.
A Rosarno era riuscito a trovare solo lavoretti saltuari, il resto della giornata lo passava , raccontano in paese, alle macchinette dei videopoker.
Il giorno prima cosi', dell'attentato Luigi Preiti e' salito sul treno  Gioia Tauro, cosi' racconta un cugino, senza sapere dove fosse diretto e cosa dovesse fare.
Tutti i parenti sono increduli, di cio' che e' accaduto e negano che Gino, cosi' lo chiamavano in famiglia, avesse avutoproblemi psichici.
A parlare e anche il fratello Arcangelo: "Si stanno raccontando tante cose non vere su mio fratello, non e' ne uno squilibrato, ne un terrorista, non so cosa gli sia successo, chiediamo scusa a tutta la cittadinanza e alle famiglie dei Carabinieri". "I miei gienitori quando li ho chiamati - aggiunge l'uomo - non sapevano ancora nulla, sono rimasti sconvolti e non sanno come spiegarsi una cosa del genere". Sconvolta anche la ex- moglie Ivana: "non riesco a credere ancora che lo abbia fatto".
L'ultima volta che gli ex-coniugi si sono visti, e' stato per la comunione del figlio l'anno scorso.
A Pedrosa lo ricordano come una persona tranquilla, umile e senza problemi di squilibrio mentale.
Un'amico, di nome Franco lo ricorda cosi': "Gino era un bravissimo muratore. Ha fatto anche dei lavori a casa mia e ogni tanto lo accompagnavo con l'auto a lavorare. Mi auguro che i giudici capiscanio la sua disperazione perche' un uomo senza lavoro non puo' andare avanti, e che non gli diano la pena piu' severa". Anche il Sindaco di Rosarno, Elisabetta Tripodi, ha riferito che Luigi Preiti, non ha mai dato segni di disagio e tra l'altro non risulta che sia stato mai segnalato ai servizi sociali.