Showing posts with label sigaretta elettronica. Show all posts
Showing posts with label sigaretta elettronica. Show all posts

Tuesday, May 7, 2013

Sigarette elettroniche: sequestrate ricariche al gusto marijuana

Non c'è nessuna conferma ufficiale, ma si dice che alcuni giorni fa un padre preoccupato abbia telefonato ai Nas, segnalando che il figlio minorenne aveva acquistato in un negozio che vende sigarette elettroniche, delle fialette alla marijuana.
I carabienieri sono andati a verificare la situazione e hanno trovato nel negozio, oltre ai vari aromi delle sigarette elettroniche che come tutti sanno sono veramente tantissimi, anche la cannabis ben in evidenza in una vetrina, oltre a numerose ricariche alle spalle del banco di vendita.
Ma non finisce qui.
I Nas hanno anche trovato oltre mille ricariche che non possedevano i requisiti per essere messe in vendita, e le hanno immediatamente sequestrate.
Adesso bisognerà verificare se l'indicazione dell'aroma "cannabis" è reale e il liquido contiene davvero marijuana, o se è solo un modo per attirare compratori e poter alzare il prezzo della ricarica.
Il laboratorio specializzato a cui i Nas stanno facendo analizzare le ricariche ci darà una risposta.
Di certo se venisse accertata la presenza di cannabinoidi o di altre sostanze vietate, il titolare del negozio sarebbe decisamente nei guai con la legge. L'accusa che gli potrebbe venir mossa è di "detenzione e spaccio di stupefacenti".

Sigarette elettroniche: sequestrate ricariche al gusto marijuana
L'altra faccia della sigaretta elettronica
Questo è un altro esempio di come ogni cosa, anche positiva, possa avere due facce.
Il Ministero della Salute ha da poco fatto conoscere i risultati dell'inchiesta aperta dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, che ha dimostrato che alcune ricariche sequestrate dai Nas e distribuite a Torino contenevano benzene, una sostanza cancerogena.
Un altro caso è quello reso noto diversi mesi fa, della presenza di nicotina in ricariche con la dicitura "nicotina zero", o di livelli di nicotina diversi da quelli dichiarati nell'etichetta.

Forse se...
Forse se il Ministero della Salute facesse meno supposizioni e avviasse una serie di controlli a tutela del consumatore e mirati alla verifica degli effetti "reali" e non presunti della sigaretta elettronica, anche gli svapatori o i futuri svapatori potrebbero capire meglio su quale fronte muoversi e in che modo.
Qui sembra solo che il problema sia chi debba vendere la sigaretta elettronica e non se è il caso di usarla o meno al posto della bionda classica per vantaggi di salute. 

Argomenti correlati: 


Friday, May 3, 2013

Sigaretta elettronica: facciamo il punto della situazione

E’ uno degli argomenti più discussi del momento. La sigaretta elettronica si piazza ai primi posti tra le discussioni degli italiani, e non solo...
Le statistiche ci dicono che entro la fine del 2013 più di un milione gli italiani avranno acquistato una sigaretta elettronica e i punti venditache attualmente sono 1.500, saranno raddoppiati. Infatti la sua diffusione è testimoniata non solo dal numero di consumatori, ma anche dal moltiplicarsi delle aziende che la producono e dei punti vendita.
Nel frattempo iniziano i primi divieti nei locali pubblici, nelle metropolitane, nei cinema e nei mezzi di trasporto come treni e aerei e aumenta il mercato nero dei prodotti, che spesso mette in circolazione prodotti potenzialmente pericolosi provenienti dalla Cina.

L'Anafe, Associazione Nazionale Fumo Elettronico, ha diffuso dati secondo cui circa il 10% del
Sigaretta elettronica: facciamo il punto della situazione
totale dei fumatori sarebbe già passato alla sigaretta elettronica. Significa che circa un milione di persone oggi non fuma, bensì svapa.
Il costo sostenuto dagli svapatori è di circa 450 euro l'anno, compreso l'acquisto del kit iniziale, contro I circa 1460 di un classico fumatore di bionde.
Il fatturato delle sigarette elettroniche nel 2012 è stato intorno ai 350 milioni di euro, e il mercato da lavoro a circa 4 mila persone. 

La normativa
Non contenendo tabacco, la sigaretta elettronica non è regolata da norme specifiche, e non essendo considerato un farmaco non è sottoposta nemmeno alla legislazione dei farmaci contenenti nicotina.
In pratica non esiste una normativa al riguardo.
Ma molti, tabaccai in primis, la chiedono a gran voce e il governo si sta muovendo già con qualche proposta, più o meno condivisibile.
Al momento in Italia esiste un decreto che ne vieta la vendita ai minori, e altri divieti sparsi qua e là, che in certi casi rasentano anche il ridicolo. Come la situazione delle compagnie aeree, in cui si vede il divieto d'uso a bordo di Alitalia, e la vendita del prodotto a bordo di Ryanair. 
Un po' di storia
Il prototipo originario della sigaretta elettronica risale agli anni ’60 del secolo scorso. Fu l’americano Herbert A. Gilbert che per primo ideò la fabbricazione di una sigaretta senza tabacco e senza processi di combustione.
La sua idea venne ripresa dalla ditta cinese Ruyan che ne elaborò un primo tentativo; ma il perfezionamento della vera sigaretta elettronica è merito del dottor Yunqiang Xiu, che realizzò il primo dispositivo nel 2008.


Argomenti correlati: 
 Sigaretta elettronica: risultati della perizia


Sigaretta elettronica: a breve monopolio di Stato?

Sunday, April 28, 2013

Sigaretta elettronica: risultati della perizia richiesta da Guariniello

Se ben ricordate, tempo fa era stata aperta un'inchiesta sulla sigaretta elettronica, voluta dal Pubblico Ministero Raffaele Guariniello, della procura di Torino. L'ipotesi di reato era di immissione in commercio di prodotti pericolosi per un importatore di ricariche per sigarette elettroniche.
Secondo la procura, le confezioni delle ricariche non riportano le informazioni relative ai danni per la salute di chi le utilizza.

Com'è andata a finire?
Sono arivati primi risultati relativi alla perizia tecnica effettuata dagli esperti dell'Università di Torino. Sono stati presi in esame alcuni campioni di prodotto importato dalla Cina e successivamente sequestrato dai carabinieri del Nas di Torino.

Cosa contenevano i campioni esaminati
Sigaretta elettronica: risultati della perizia richiesta da Guariniello

Secondo la perizia, i campioni esaminati contenevano:
  • livelli preoccupanti di benzene esattamente come in una comune sigaretta,
  • nicotina dove non ce ne sarebbe dovuta essere,
  • nicotina presente in misura inferiore dove invece avrebbe dovuto esserci.
Questi i risultati delle analisi sul contenuto delle ricariche per sigarette elettroniche disposte del pm torinese Raffaele Guariniello.
Le analisi rivelano dunque che il livello medio di nicotina presente nel prodotto è inferiore alla quantità dichiarata" sulle confezioni, mentre nei prodotti messi in commercio con la dicitura "nicotina zero" è stata comunque riscontrata la presenza di nicotina.
Il benzene è stato riscontrato nei liquidi di ricarica, dello stesso ordine di grandezza prodotto da una sigaretta tradizionale.
Il pm Guariniello ha già provveduto a trasmettere i risultati delle analisi al Ministero della Salute.

Osservazioni da ignoranti...
Ma da ignoranti in materia, ci chiediamo: se si tratta di campioni sequestrati dai Nas, non è scontato che qualcosa che non andava c'era di sicuro? I Nas avranno sequestrato questi prodotti per qualche motivo, o no?
Perché le analisi non sono state disposte su un campione di prodotto per ogni casa produttrice, in modo da verificare quali si comportano in modo scorretto e quali no?
In questo modo, che informazione si è data ad un fumatore di sigaretta elettronica che si serve di un prodotto noto e considerato sicuro, e che magari non è nemmeno made in Cina?
In definitiva questi risultati non apportano nulla di nuovo a quello che già si sapeva. Perché sul fatto che i Nas avessero sequetrato prodotti non conformi, nessuno credo avesse dubbi.
Una perizia più precisa non sarebbe meglio?

Wednesday, April 24, 2013

Sigaretta elettronica: a breve monopolio di Stato?

Lasigaretta elettronica è ormai diventata simbolo di risparmioin denaroe salute, nonostante le tante “diffide” ricevute dal Ministero e da alcuni medici.
Con l'entrata del nuovo governo e del decreto che mira a sbloccare i pagamenti alle imprese dalla P.A. (pubblica amministrazione), affiora un emendamento per la tassazione delle sigarette elettroniche.
Ci stupiamo? No, per niente. I dubbi nel web circolavano sin dall'inizio (leggi qui).
Non si spegne quindi nè la polemica, nè tantomeno il dibattito tra chi le approva e chi no.
Dopo il divieto di fumo ai minorenni (con cui la maggioranza di noi sarà favorevole), arriva un altro colpo alla diffusione dell'e-cig.

Il decreto
Da chi viene la proposta?
La proposta della tassazionereca ladoppia firma dei due schieramenti di centrodestra e centrosinistra, per esattezza la firma apposta è di Alberto Giorgetti (Pdl) e di Ugo Sposetti (Pd). Entrambi si sono schierati a favore dei tabaccai,i quali temono di vedere i propri incassi diminuire drasticamente a causa delladiffusione delle sigarette di nuova generazioni,reperibili sia nei negozi di elettronica che nelle farmacie. Per questa ragione i tabaccai hanno richiesto di frenare la vendita delle sigarette elettorniche senza alcuna legge al riguardo che la regolamenti e di partecipare al business.
Sigaretta elettronica: a breve monopolio di Stato?
L’ipotesi del decreto è di creare un (altro) monopolio di Stato, con tanto di tassazione al seguito.
Se il decreto legislativo dovesse essere approvato, le sigarette elettroniche potrebbero essere acquistate solo nelle tabacchierie, che spodesterebbero del business tutti i negozi di e-cig nati ultimamente.
E' stata l'azienda Ovale, produttrice di sigarette elettroniche,  a portare all'attenzione pubblica questo emendamento, che afferma di volere “una regolamentazione in maniera ragionata e partecipata”.
Finora chi è passato all'e-cig ha visto grandi benefici in termini economici. Riguardo alla salute ancora restano diversi punti interrogativi, visto che c'è chi le demonizza (Stato e alcuni medici) e chi invece le acclama (in genere chi le ha provate).
Ma ora ci chiediamo:
È giusto che non si debba svapare perché altrimenti lo Stato incassa di meno?
E' giusto che il reddito e il lavoro creato dalle aziende adesso venga bloccato?
E' giusto che i tabaccai abbiano voce in capitolo più del popolo?
A voi le considerazioni.