E’ uno degli argomenti più discussi del momento. La sigaretta elettronica si piazza ai primi posti tra le discussioni degli italiani, e non solo...
Le statistiche ci dicono che entro la fine del 2013 più di un milione gli italiani avranno acquistato una sigaretta elettronica e i punti venditache attualmente sono 1.500, saranno raddoppiati. Infatti la sua diffusione è testimoniata non solo dal numero di consumatori, ma anche dal moltiplicarsi delle aziende che la producono e dei punti vendita.
Nel frattempo iniziano i primi divieti nei locali pubblici, nelle metropolitane, nei cinema e nei mezzi di trasporto come treni e aerei e aumenta il mercato nero dei prodotti, che spesso mette in circolazione prodotti potenzialmente pericolosi provenienti dalla Cina.
L'Anafe, Associazione Nazionale Fumo Elettronico, ha diffuso dati secondo cui circa il 10% del
totale dei fumatori sarebbe già passato alla sigaretta elettronica. Significa che circa un milione di persone oggi non fuma, bensì svapa.
Il costo sostenuto dagli svapatori è di circa 450 euro l'anno, compreso l'acquisto del kit iniziale, contro I circa 1460 di un classico fumatore di bionde.
Il fatturato delle sigarette elettroniche nel 2012 è stato intorno ai 350 milioni di euro, e il mercato da lavoro a circa 4 mila persone.
La normativa
Non contenendo tabacco, la sigaretta elettronica non è regolata da norme specifiche, e non essendo considerato un farmaco non è sottoposta nemmeno alla legislazione dei farmaci contenenti nicotina.
In pratica non esiste una normativa al riguardo.
Ma molti, tabaccai in primis, la chiedono a gran voce e il governo si sta muovendo già con qualche proposta, più o meno condivisibile.
Al momento in Italia esiste un decreto che ne vieta la vendita ai minori, e altri divieti sparsi qua e là, che in certi casi rasentano anche il ridicolo. Come la situazione delle compagnie aeree, in cui si vede il divieto d'uso a bordo di Alitalia, e la vendita del prodotto a bordo di Ryanair.
Un po' di storia
Il prototipo originario della sigaretta elettronica risale agli anni ’60 del secolo scorso. Fu l’americano Herbert A. Gilbert che per primo ideò la fabbricazione di una sigaretta senza tabacco e senza processi di combustione.
La sua idea venne ripresa dalla ditta cinese Ruyan che ne elaborò un primo tentativo; ma il perfezionamento della vera sigaretta elettronica è merito del dottor Yunqiang Xiu, che realizzò il primo dispositivo nel 2008.
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Friday, May 3, 2013
Wednesday, April 24, 2013
Sigaretta elettronica: a breve monopolio di Stato?
Lasigaretta elettronica è ormai diventata simbolo di risparmioin denaroe salute, nonostante le tante “diffide” ricevute dal Ministero e da alcuni medici.
Con l'entrata del nuovo governo e del decreto che mira a sbloccare i pagamenti alle imprese dalla P.A. (pubblica amministrazione), affiora un emendamento per la tassazione delle sigarette elettroniche.
Ci stupiamo? No, per niente. I dubbi nel web circolavano sin dall'inizio (leggi qui).
Non si spegne quindi nè la polemica, nè tantomeno il dibattito tra chi le approva e chi no.
Dopo il divieto di fumo ai minorenni (con cui la maggioranza di noi sarà favorevole), arriva un altro colpo alla diffusione dell'e-cig.
Il decreto
Da chi viene la proposta?
La proposta della tassazionereca ladoppia firma dei due schieramenti di centrodestra e centrosinistra, per esattezza la firma apposta è di Alberto Giorgetti (Pdl) e di Ugo Sposetti (Pd). Entrambi si sono schierati a favore dei tabaccai,i quali temono di vedere i propri incassi diminuire drasticamente a causa delladiffusione delle sigarette di nuova generazioni,reperibili sia nei negozi di elettronica che nelle farmacie. Per questa ragione i tabaccai hanno richiesto di frenare la vendita delle sigarette elettorniche senza alcuna legge al riguardo che la regolamenti e di partecipare al business.
L’ipotesi del decreto è di creare un (altro) monopolio di Stato, con tanto di tassazione al seguito.
Se il decreto legislativo dovesse essere approvato, le sigarette elettroniche potrebbero essere acquistate solo nelle tabacchierie, che spodesterebbero del business tutti i negozi di e-cig nati ultimamente.
E' stata l'azienda Ovale, produttrice di sigarette elettroniche, a portare all'attenzione pubblica questo emendamento, che afferma di volere “una regolamentazione in maniera ragionata e partecipata”.
Finora chi è passato all'e-cig ha visto grandi benefici in termini economici. Riguardo alla salute ancora restano diversi punti interrogativi, visto che c'è chi le demonizza (Stato e alcuni medici) e chi invece le acclama (in genere chi le ha provate).
Ma ora ci chiediamo:
È giusto che non si debba svapare perché altrimenti lo Stato incassa di meno?
E' giusto che il reddito e il lavoro creato dalle aziende adesso venga bloccato?
E' giusto che i tabaccai abbiano voce in capitolo più del popolo?
A voi le considerazioni.
Con l'entrata del nuovo governo e del decreto che mira a sbloccare i pagamenti alle imprese dalla P.A. (pubblica amministrazione), affiora un emendamento per la tassazione delle sigarette elettroniche.
Ci stupiamo? No, per niente. I dubbi nel web circolavano sin dall'inizio (leggi qui).
Non si spegne quindi nè la polemica, nè tantomeno il dibattito tra chi le approva e chi no.
Dopo il divieto di fumo ai minorenni (con cui la maggioranza di noi sarà favorevole), arriva un altro colpo alla diffusione dell'e-cig.
Il decreto
Da chi viene la proposta?
La proposta della tassazionereca ladoppia firma dei due schieramenti di centrodestra e centrosinistra, per esattezza la firma apposta è di Alberto Giorgetti (Pdl) e di Ugo Sposetti (Pd). Entrambi si sono schierati a favore dei tabaccai,i quali temono di vedere i propri incassi diminuire drasticamente a causa delladiffusione delle sigarette di nuova generazioni,reperibili sia nei negozi di elettronica che nelle farmacie. Per questa ragione i tabaccai hanno richiesto di frenare la vendita delle sigarette elettorniche senza alcuna legge al riguardo che la regolamenti e di partecipare al business.
L’ipotesi del decreto è di creare un (altro) monopolio di Stato, con tanto di tassazione al seguito.
Se il decreto legislativo dovesse essere approvato, le sigarette elettroniche potrebbero essere acquistate solo nelle tabacchierie, che spodesterebbero del business tutti i negozi di e-cig nati ultimamente.
E' stata l'azienda Ovale, produttrice di sigarette elettroniche, a portare all'attenzione pubblica questo emendamento, che afferma di volere “una regolamentazione in maniera ragionata e partecipata”.
Finora chi è passato all'e-cig ha visto grandi benefici in termini economici. Riguardo alla salute ancora restano diversi punti interrogativi, visto che c'è chi le demonizza (Stato e alcuni medici) e chi invece le acclama (in genere chi le ha provate).
Ma ora ci chiediamo:
È giusto che non si debba svapare perché altrimenti lo Stato incassa di meno?
E' giusto che il reddito e il lavoro creato dalle aziende adesso venga bloccato?
E' giusto che i tabaccai abbiano voce in capitolo più del popolo?
A voi le considerazioni.
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