Lavorare poco, e anticipare i soldi di tasca propria in attesa di uno stipendio che non si sa quando arriverà.
Questa è la condizione degli insegnanti precari italiani.
A testimoniare la triste realtà è Oriana, un'insegnante precaria che scrive alla redazione di OrizzonteScuola spiegando le sue difficoltà.
La lettera di Oriana
“...sono una delle tante precarie che ogni mese aspetta la chiamata mattutina per recarsi a lavoro. Ogni giorno spostarsi ha dei costi che speri di recuperare con lo stipendio. A conti fatti succede a tutti, non a tutti capita invece di lavorare e di non vedersi arrivare lo stipendio allo scadere del mese. Mi chiedo come sia possibile che a noi supplenti non vengano riconosciuti gli stessi diritti dei dipendenti pubblici e privati??
E' il 29 aprile e sto ancora aspettando lo stipendio relativo al mese di marzo; oggi chiamo la
segreteria della scuola per cui ho lavorato e come risposta mi è stata data :"Le notizie non sono buone, riceverai il pagamento a fine maggio".....ASSURDO!!!
Tanti come me si ritrovano a non poter affrontare le spese quotidiane, io tra virgolette mi sento anche fortunata in quanto non ho una famiglia a cui pensare tranne che me stessa, ma penso a quelle donne e a quegli uomini che invece ce l'hanno. Come possiamo rimanere sempre in silenzio; accettare questa situazione, come facciamo a svegliarci la mattina e ad avere ancora voglia di recarsi a scuola??? E' o non è questo amore per la professione?
Vorrei con questa lettera coinvolgere tutti i precari per uno sciopero generale e sperare con questo che ci vengano riconosciuti i nostri diritti ad una vita che seppur precaria almeno retribuita.”
Una situazione insostenibile
Come può una persona senza un lavoro fisso anticipare le spese necessarie per lavorare quando gli è possibile, per due mesi interi?
Come è possibile che mentre i nostri politici, che di certo sanno come sbarcare il lunario, prendono il loro stipendio regolarmente, i nostri insegnanti debbano aspettare 2 mesi per incassare quanto gli spetta?
Se il problema è la gestione delle risorse, non conviene pagare prima i precari, che guadagnano una miseria, e lasciare lo stipendio dei ricconi per ultimo?
Ordinaria storia di ingiustizia italiana...
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Tuesday, April 30, 2013
TFA speciali: a chi darà ascolto Maria Chiara Carrozza, il nuovo ministro dell'Istruzione?
Maria Chiara Carrozzaè il nuovo ministro dell'Istruzione, che dovrà subito confrontarsi con la questione in sospeso sui TFA speciali, i corsi di abilitazione per i quali non è previsto test di accesso e tirocinio.
Attualmente il testo si trova fermo alla Corte dei Conti e non è escluso che ci siano dei ritocchi ai decreti finora conosciuti (TFA speciali: dobbiamo aspettarci ancora modifiche?).
Nel frattempo le associazioni avanzano le loro richieste, non trovandosi d'accordo:
La richiesta dell'ADI
“ADi - 800 Docenti docenti universitari, suoi colleghi, hanno sottoscritto un appello sul sito dell’ADi per fermarlo. L’appello è stato scritto da una sua collega dell’università di PISA.
Sarebbe davvero un segnale di cambiamento: bloccare i condoni, garantire il merito e l’accesso all’insegnamento a una nuova generazione di docenti. Sarebbe sufficiente a qualificare tutto il suo ministero!
Onorevole Ministro, la scuola per migliorare ha bisogno di liberarsi della demagogia e della burocrazia. In ugual misura. Noi ci auguriamo che lei sappia guardarsi dall’una, mettendo nel cassetto slogan ammuffiti, e dall’altra “arieggiando” il Palazzo di Viale Trastevere.”
La replica del FLI
"Il neo Ministro Carrozza non ha avuto nemmeno il tempo di insediarsi che la citata Associazione di docenti ha gia provveduto a sottoporre alla sua attenzione il documento firmato da circa 800 docenti, universitari e non , inoltrato nei mesi scorsi all’ex Ministro Profumo. Legittimo il dissenso, ma meno comprensibile è l’accanimento contro una categoria di insegnanti che, da supplenti o incaricati, puntellano la scuola italiana da anni."
"E’, inoltre, opportuno ricordare - sottolineano - che il decreto di modifica al DM 249, disattendendo le indicazioni della VII Commissione della Camera, ha posto in essere una serie di esclusioni e di paletti che hanno reso ancora piu’ difficile e complicato l’accesso e il percorso stesso. Se ripensamenti vi dovranno essere, questi dovranno riguardare il requisito di accesso includendo l’anno in corso e un diverso peso del test che rischia di penalizzare in maniera eccessiva i partecipanti."
A chi darà retta il nuovo ministro?
Tfa speciali: cosa ne pensano i docenti
Attualmente il testo si trova fermo alla Corte dei Conti e non è escluso che ci siano dei ritocchi ai decreti finora conosciuti (TFA speciali: dobbiamo aspettarci ancora modifiche?).
Nel frattempo le associazioni avanzano le loro richieste, non trovandosi d'accordo:
- l’Associazione ADi ne chiede il ritiro,
- il FLI la modifica dei requisiti, con l’inclusione dell’anno in corso e la revisione della prova di ingresso che, così come prospettata, potrebbe risultare penalizzante per il voto finale.
La richiesta dell'ADI
“ADi - 800 Docenti docenti universitari, suoi colleghi, hanno sottoscritto un appello sul sito dell’ADi per fermarlo. L’appello è stato scritto da una sua collega dell’università di PISA.
Sarebbe davvero un segnale di cambiamento: bloccare i condoni, garantire il merito e l’accesso all’insegnamento a una nuova generazione di docenti. Sarebbe sufficiente a qualificare tutto il suo ministero!
Onorevole Ministro, la scuola per migliorare ha bisogno di liberarsi della demagogia e della burocrazia. In ugual misura. Noi ci auguriamo che lei sappia guardarsi dall’una, mettendo nel cassetto slogan ammuffiti, e dall’altra “arieggiando” il Palazzo di Viale Trastevere.”
La replica del FLI
"Il neo Ministro Carrozza non ha avuto nemmeno il tempo di insediarsi che la citata Associazione di docenti ha gia provveduto a sottoporre alla sua attenzione il documento firmato da circa 800 docenti, universitari e non , inoltrato nei mesi scorsi all’ex Ministro Profumo. Legittimo il dissenso, ma meno comprensibile è l’accanimento contro una categoria di insegnanti che, da supplenti o incaricati, puntellano la scuola italiana da anni."
"E’, inoltre, opportuno ricordare - sottolineano - che il decreto di modifica al DM 249, disattendendo le indicazioni della VII Commissione della Camera, ha posto in essere una serie di esclusioni e di paletti che hanno reso ancora piu’ difficile e complicato l’accesso e il percorso stesso. Se ripensamenti vi dovranno essere, questi dovranno riguardare il requisito di accesso includendo l’anno in corso e un diverso peso del test che rischia di penalizzare in maniera eccessiva i partecipanti."
A chi darà retta il nuovo ministro?
Tfa speciali: cosa ne pensano i docenti
Tuesday, April 23, 2013
TFA speciali: dobbiamo aspettarci ancora modifiche?
Lo scorso 25 marzo sono stati pubblicati i decreti di attivazione dei TFA speciali.
Tfa speciali: chi può aderire al ricorso Anief contro le esclusioni
E il nuovo Ministro?
Altro dubbio è sorto a motivo della nomina del nuovo Ministro dell'Istruzione. Ci si chiede se questo potrebbe incidere sul percorso dei TFA speciali.
Molti aspiranti candidati sono stati messi in allarme dalla potenziale nomina della Gelmini, che in passato ha fortemente osteggiato il provvedimento dei TFA speciali, preferendo quello ordinario.
Tuttavia va chiarito che l'attivazione dei TFA speciali ormai non dipende più dal ministro, e quindi uno vale l'altro in merito a questo.
Si resta quindi in attesa di sapere come i TFA speciali prenderanno il via, se subiranno altre modifiche e se queste modifiche aderiranno alle richieste dei sindacati che si sono pronunciati a difesa dei potenziali candidati.
Tfa speciali: cosa ne pensano i docenti
Per avere altre informazioni più dettagliate in merito all'avvio dei corsie all'inoltro delle domande di partecipazione (attualmente si sa soltanto che saranno inoltrate online), si aspetta la registrazione del decreto presso la Corte dei Conti.
Ma è quasi passato un mese, e ancora non si sa nulla.
Quello che si sa per certo invece, è che il decreto potrebbe subire ulteriori modifiche oltre a quelle già subite rispetto alla bozza iniziale (e che tanto ha fatto polemizzare).
Infatti, la dott.ssa Stellacci, il Capo Dipartimento del Miur, ha detto che “i decreti di modifica del dm 249/10 con il quale si avviano i TFA speciali sono ancora alla Corte dei Conti...finchè non sono completi, possono sempre subire modifiche“.
Modifiche in bene o in male?
A metà marzo, a seguito dell'incontro con le Organizzazioni sindacali e della successiva pubblicazione dei decreti, la FLC CGIL con una diffida al Miur in cui richiede di ritirare il decreto organizzativo perchè “ingiusto, illegittimo e che lesivo degli interessi e dei diritti dei lavoratori” e la UIL con la richiesta di correzione di un decreto “farraginoso ingiustamente punitivo”.
Adesso ci si chiede se queste richieste porteranno a qualche modifica valida e nell'interesse dei futuri candidati.Tfa speciali: chi può aderire al ricorso Anief contro le esclusioni
E il nuovo Ministro?
Altro dubbio è sorto a motivo della nomina del nuovo Ministro dell'Istruzione. Ci si chiede se questo potrebbe incidere sul percorso dei TFA speciali.
Molti aspiranti candidati sono stati messi in allarme dalla potenziale nomina della Gelmini, che in passato ha fortemente osteggiato il provvedimento dei TFA speciali, preferendo quello ordinario.
Tuttavia va chiarito che l'attivazione dei TFA speciali ormai non dipende più dal ministro, e quindi uno vale l'altro in merito a questo.
Si resta quindi in attesa di sapere come i TFA speciali prenderanno il via, se subiranno altre modifiche e se queste modifiche aderiranno alle richieste dei sindacati che si sono pronunciati a difesa dei potenziali candidati.
Tfa speciali: cosa ne pensano i docenti
Monday, April 22, 2013
Concorso Scuola Miur: griglie Infanzia e Primaria errate in Sicilia, e gli elaborati già corretti?
Mentre le correzioni della prova scritta del Concorso Docenti hanno già preso il via in Sicilia, vengono riscontrati due errori nelle griglie di valutazione. Uno riguarda la griglia della scuola dell'infanzia, e l'altro la griglia della scuola Primaria.
Vediamo di cosa si tratta.
Errore griglia scuola dell'Infanzia
Era un problema che già si era riscontrato in Campania e che poi si era ritenuto necessario correggere.
La griglia di valutazione per la scuola dell'infanzia presenta un'imprecisione che si riflette sui risultati della correzione.
Il quesito della prova scritta chiedeva esplicitamente: " Se a un piccolo gruppo di bambini di 4 anni viene chiesto scrivere "come sanno fare loro" il nome di un oggetto conosciuto e di parlarne tra loro, quale dovrebbe essere lo scopo dell'insegnante nella conduzione dell'attività?"
Ma l'oggetto "conosciuto" richiesto nella traccia, nella griglia di valutazione predisposta dalla Commissione si è trasformato in oggetto "sconosciuto". Una differenza notevole in vista della correzione.
Sarà necessaria la correzione della griglia, così come in Campania? E gli elaborati già corretti?
Errore griglia scuola Primaria
Qui ci troviamo un errore di diverso tipo, ma anche questo già visto in altre regioni.
Nella griglia di valutazione elaborata dalla commissione giudicatrice della scuola Primaria, la somma dei punteggi massimi attribuiti a ciascun descrittore è 9, non 10.
Anche questa commissione ha modificato i criteri generali (pertinenza, completezza, coerenza, originalità) suggeriti dal Ministero in descrittori, elaborando una griglia valida per i primi 3 quesiti e un'apposita griglia per il quarto quesito (conoscenza della lingua inglese al livello B2), cosa che ha provocato varie lamentele.
Ciò comporta che per i primi 3 quesiti uno scritto pienamente pertinente alla traccia vale 4 punti, con forma pienamente corretta 2 punti, con elaborazione coerente alla sequenzialità argomentativa altri 2 punti e infine 1 punto per approccio originale alla tematica. Il tutto per un totale di 9 punti.
Ma il punteggio massimo indicato dal Ministero deve essere di 10 punti per ciascun quesito e la stessa commissione infatti indica nell'introduzione alla griglia "Ogni quesito sarà valutato con un punteggio da 0 a 10 (somma del punteggio)".
A questo punto la griglia va per forza rivista. E anche qui sorge spontanea la domanda: e gli scritti già corretti?
Leggi anche: Concorso: griglie di valutazione in sicilia ed è già polemica
Vediamo di cosa si tratta.
Errore griglia scuola dell'Infanzia
Era un problema che già si era riscontrato in Campania e che poi si era ritenuto necessario correggere.
La griglia di valutazione per la scuola dell'infanzia presenta un'imprecisione che si riflette sui risultati della correzione.
Il quesito della prova scritta chiedeva esplicitamente: " Se a un piccolo gruppo di bambini di 4 anni viene chiesto scrivere "come sanno fare loro" il nome di un oggetto conosciuto e di parlarne tra loro, quale dovrebbe essere lo scopo dell'insegnante nella conduzione dell'attività?"
Ma l'oggetto "conosciuto" richiesto nella traccia, nella griglia di valutazione predisposta dalla Commissione si è trasformato in oggetto "sconosciuto". Una differenza notevole in vista della correzione.
Sarà necessaria la correzione della griglia, così come in Campania? E gli elaborati già corretti?
Errore griglia scuola Primaria
Qui ci troviamo un errore di diverso tipo, ma anche questo già visto in altre regioni.
Nella griglia di valutazione elaborata dalla commissione giudicatrice della scuola Primaria, la somma dei punteggi massimi attribuiti a ciascun descrittore è 9, non 10.
Anche questa commissione ha modificato i criteri generali (pertinenza, completezza, coerenza, originalità) suggeriti dal Ministero in descrittori, elaborando una griglia valida per i primi 3 quesiti e un'apposita griglia per il quarto quesito (conoscenza della lingua inglese al livello B2), cosa che ha provocato varie lamentele.
Ciò comporta che per i primi 3 quesiti uno scritto pienamente pertinente alla traccia vale 4 punti, con forma pienamente corretta 2 punti, con elaborazione coerente alla sequenzialità argomentativa altri 2 punti e infine 1 punto per approccio originale alla tematica. Il tutto per un totale di 9 punti.
Ma il punteggio massimo indicato dal Ministero deve essere di 10 punti per ciascun quesito e la stessa commissione infatti indica nell'introduzione alla griglia "Ogni quesito sarà valutato con un punteggio da 0 a 10 (somma del punteggio)".
A questo punto la griglia va per forza rivista. E anche qui sorge spontanea la domanda: e gli scritti già corretti?
Leggi anche: Concorso: griglie di valutazione in sicilia ed è già polemica
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