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Monday, May 6, 2013

I libri illustrati educano i bambini alla parola più di quelli scritti

Si sa quanto sia importante la modalità di apprendimento della lettura per i più piccoli, perchè il modo in cui essi si avvicinano al mondo dei libri, e in cui iniziano a fare esperienza del reale, avrà un'influenza decisiva e fondamentale in tutta la loro esistenza.
In genere si tende a pensare che i libri di sole illustrazioni, non corredati cioè da un testo che accompagni le immagini, siano poco utili da questo punto di vista, e che servano solo a stimolare altri aspetti del cervello dei più piccoli. Ma recenti studi universitari dimostrano che non è così.
La professoressa Daniela O'Neill, del Dipartimento di Psicologia dell'Università canadese di Waterloo, e la giovane studentessa laureata Angela Nyhout, hanno condotto una ricerca in tal proposito, analizzando le registrazioni di venticinque mamme che leggevano con i loro bambini. Si sono studiati sia casi in cui esse si avvalevano di vocabolari illustrati, o volumi corredati comunque di testo, sia casi in cui invece usavano libri di sole illustrazioni.
Si è notato che, in quest'ultimo caso, l'interazione tra mamma e bambino era molto più stimolante per quest'ultimo: infatti essa non si limitava a raccontare la storia, o a spiegare quanto veniva illustrato, ma stuzzicava la fantasia o i ricordi del piccolo, o addirittura la sua capacità di pianificare nel futuro. Insomma, il risultato della ricerca, che è stato pubblicato sulla rivista First Language e successivamente da Science Daily, dimostra che la capacità di avere un linguaggio e una capacità di espressione più articolata da parte dei bambini in fase di sviluppo viene fornita soprattutto dai libri illustrati, e non da quelli scritti.
Va da sè che questo non significa che bisogna privilegiare i primi a discapito dei secondi: come sottolinea la professoressa O'Neill, ogni mezzo di comunicazione è utile, a suo modo, per implementare le capacità ancora in fieri dei più piccini.
Ma nemmeno bisogna farsi prendere la mano da facile preconcetti: così aiutare la fantasia, la capacità creativa e critica nei bambini è altrettanto importante che dare loro solide basi per l'espressione verbale e scritta.
Insomma, va bene far crescere la loro ragione e le loro sinapsi, ma contemporaneamente bisogna avere attenzione anche per la loro anima più profonda.

Thursday, May 2, 2013

Un presidente che non ama leggere: però toglie l'Iva sui libri

Non bisogna per forza essere amanti dei libri, o appassionati di lettura, per capire quanto questa attività faccia bene non solo all'individuo, ma all'intera società.
Lo dimostra il  presidente della Bolivia, Evo Morales, il quale, proprio in concomitanza con il via libera deciso dal Tribunale costituzionale per il suo  terzo mandato, ha fatto una "imbarazzante" ammissione. Infatti, Morales ha dichiarato candidamente di non amare affatto la lettura, e di sfogliare solo svogliatamente le pagine dei libri che gli vengono occasionalmente regalati.
Le sue dichiarazioni sono state pubblicate su numerose importanti riviste, come "El Mundo" e in Italia da "La Stampa", al fianco però di ben altre dichiarazioni. Il presidente aggiunge infatti di essere dispiaciuto di questo, ma di non sapere davvero come fare per far nascere in sè questa passione. Ma, rendendosi conto di quanto le politiche nazionali possano contribuire alla diffusione dell'abitudine a leggere, ha già preso alcune importanti decisioni in tal senso.
Si tratta per lo più di misure di tipo economico: ha infatti deciso di abolire l'Iva sulla vendita dei libri nazionali e stranieri, azione che avrà come risultato un abbassamento di circa il 16% dei costi di copertina.
Ma non è tutto qui: Morales si propone anche di intervenire sul sistema bibliotecario, creandone uno nazionale che possa essere costantemente aggiornato, cosa che ad oggi in Bolivia non esiste, eccezion fatta per le città più grandi.
La singolare discrepanza tra le propensioni personali del presidente, e le sue decisioni istituzionali, dimostrano come sia sempre più in atto una sensibilizzazione circa il reale peso che la lettura ha nella formazione delle coscienze civili. 
Promuovere la lettura, il mercato librario e la libera circolazione dei volumi da parte di uno stato, infatti, significa aver compreso come la crescita possibile sia non solo di rilevanza socio-culturale, ma economica.
Ben vengano allora dirigenti che ammettano pure di non leggere, ma che facciano di tutto affinchè le future generazioni invece possano sfruttare appieno questa grande risorsa culturale.