Spesso la disabilita' comporta il dover affrontare problematiche varie , come il superamento di barriere architettoniche ed anche di quelle mentali.
Ma i fratelli e le sorelle delle persone con disabilita' come affrontano i problemi relativi ai loro consanguinei , come si rapportano con loro e come affrontano esigenze diverse dalle proprie ?
SIBSHOP è un programma specifico, ideato per far incontrare e quindi rapportare tra loro i siblings , così sono chiamati i fratelli e le sorelle delle persone con disabilita'.
Da questi incontri si spera di trovare le strategie utili per superare i problemi che hanno in comune.
A Torino Don Meyer , direttore del Sublings Support Project e fondatore del Subshop , ha organizzato due incontri con le famiglie, le associazioni, gli operatori del settore, e promotrice di questo evento è stata la Fondazione Paideia , che ha come scopo quello di rendere migliore la vita di bambini e famiglie con problemi di disagio.
Don Meyer ha un'esperienza personale come subling ,da cui ha potuto trarre delle considerazioni utili per coloro che vivono la sua stessa esperienza , ha studiato il comportamento di vari sublings e, oltre a trovare in loro la consapevolezza
della situazione, la maturita' nell'affrontarla, le competenze sociali, la tolleranza e la lealta', ha trovato anche situazioni di imbarazzo, isolamento, senso di colpa ed anche risentimento.
Le attenzioni dei genitori ovviamente sono maggiori nei confronti dei fratelli che hanno problemi, per cui spesso i siblings si sentono trascurati e poi ci sono gli amici o i compagni di scuola che non comprendono la situazione o con cui non è possibile condividere idee, emozioni, sentimenti .
Grazie ai sibshop tutto cio' potrebbe essere superato, trovarsi con altre persone che vivono la stessa esperienza comporta confrontarsi , dialogare, farsi comprendere, insomma ci si puo' aprire agli altri con maggiore facilita' , tutto diventa meno tortuoso.
E la famiglia comprende quanto sia importante far partecipare attivamente i siblings alla vita quotidiana , per non far sentire ancor piu' "diverso" chi lo è gia' non per scelta, per non far sentire esclusi i fratelli,insomma tutti insieme si puo'!

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