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Tuesday, May 7, 2013

GOVERNO: IL PREMIER/MISTER ENRICO LETTA PORTA I MINISTRI IN “RITIRO”

Sono stati allertati con un tweet inviato direttamente dal loro Presidente Enrico Letta “Domenica e lunedì 24 ore di ritiro in una abbazia in Toscana, solo i Ministri -ha scritto il premier- “per programmare, conoscersi, fare spogliatoio” -precisando infine- “ognuno paga per sè”.
Come a voler dire: visto che grazie all'inciucio vi siete trovati catapultati a ricoprire dei ruoli che nessuno vi ha assegnato (di certo non gli elettori), cerchiamo almeno di fare “squadra” (spogliatoio) e troviamoci per “programmare” (a quali talk show ognuno dovrà partecipare) e di “conoscerci (?) almeno per nome.
Il luogo prescelto per il “ritiro” da Mister Letta pare sia l'Abbazia Vallombrosana di Spineto della Luce, risalente all'XI secolo.
Con questa mossa in perfetto stile democristiano -il luogo prescelto ciò farebbe intendere- il “giovane” Letta starebbe appunto cercando di creare attorno a sé ed al suo governo una sorta di “alone” spirituale, utile quantomeno per nascondere all'esterno i troppi distinguo, le profonde divisioni e le incompatibilità che, quasi su ogni tema, stanno caratterizzando fin dal primo giorno questo “precario” esecutivo.
L'esperienza di un“ritiro” per un governo non è certo una novità assoluta: nel '97 fu infatti Romano Prodi che chiamò a raccolta politici e intellettuali (sono dappertutto come il prezzemolo) in un luogo certamente più laico, ma per questo non meno suggestivo, come il castello di Gargonza, in occasione dell'anniversario dell'Ulivo.
Anche Francesco Rutelli (a quel tempo ancora amico di Lusi) da leader della Margherita riunì più volte i suoi, a Fiesole nel 2005 e nel 2007 (avranno pagato anche allora “alla romana”?).
Lo stesso fece Piero Fassino da Segretario dei Ds (quello che rifiutò la tessera a Beppe Grillo), quando convocò per due giorni a Frascati i parlamentari dell'Ulivo per fare il punto della situazione.
Ma quelli che ritornano maggiormente alla memoria rimangono, comunque, i “conlave” celebrati da Romano Prodi, come quello del 2006 nel Borgo di San Martino in Campo in provincia di Perugia, in quel caso a livello di Ministri.
Passato addirittura alle cronache per una trasmissione radiofonica “pirata” organizzata da Marco Pannella, fu il Consiglio dei Ministri sempre voluto da Romano Prodi alla Reggia di Caserta.
Il Consiglio, che si sarebbe dovuto tenere rigorosamente a porte chiuse, venne in pratica trasmesso in diretta da Radio Radicale, fino a quando Pannella non venne scoperto.
Alla tentazione di un“ritiro” non ha saputo resistere neppure Silvio Berlusconi il quale, appena “sceso in campo”, dopo essere stato “unto dal Signore”, nel 1994 riunì in quel di Fiuggi i neo eletti di Forza Italia.
Infine, occorre ricordare che l'Abbazia di Spineto della Luce -quella scelta da Letta- non è del tutto nuova ad utilizzi “politici”: nel 2010 fu teatro di un seminario del PD, voluto dall'allora Segretario Bersani, che viene ricordato per la presenza di Romano Prodi, guest star dell'evento, dopo un periodo di incomunicabilità con il PD.
Staremo a vedere cosa uscirà dall'incontro “spirituale” fra Letta e i suoi Ministri ma, date le premesse, non vorremmo si tratti dell'ennesima rappresentazione di una politica che -tweet a parte- appare sempre più lontana ed aliena dai bisogni reali che stanno mettendo pesantemente in ginocchio questo Paese.

Saturday, May 4, 2013

GOVERNO LETTA: BUFERA SULLA NOMINA DELLA “OMOFOBA” BIANCOFIORE ALLE PARI OPPORTUNITA'

Tutto l'associazionismogay si è scagliato ieri contro il governo Letta per la scelta di nominare sottosegretario alle Pari Opportunità la deputata altoatesina del Pdl Michaela Biancofiore.
La levata di scudi  è stata in gran parte dovuta al fatto che, in passato, la Biancofiore era assurta alle cronache soprattutto per alcune sue dichiarazioni del tipo “Chi va con i trans ha seri problemi”, oppure “Purtroppo qualcuno nasce con una natura diversa, che tra l'altro non ti fa avere una vita facile”.
La comunità gay italianaè letteralmente infuriata “Francamente ci sfugge l'idoneità della nomina a sottosegretario alle Pari Opportunità di una suffragetta omo-transfobica come Michaela Biancofiore" -commenta il presidente di Arcigay, Flavio Romani- “la berlusconiana di ferro, oltre che ferocemente contraria alle nozze gay, ha definito “problematici” gli affetti propri delle persone trans, mentre quelli omosessuali configurerebbero, tutt'al più, una “natura diversa e difficile”.
Arcigay non si ferma qui e preannuncia addirittura una procedura d'infrazione nei suoi confronti per transfobia, con la richiesta di revoca della nomina a sottosegretario della parlamentare”.
Il presidente Aurelio Mancuso di Equitality Italia, riferendosi sempre alla nomina a sottosegretario di Biancofiore, riferisce in questi termini il proprio disappunto “Una nomina che suscita incredulità, in questi anni, a differenza di altre sue colleghe di partito, la Biancofiore si è distinta per le sue dichiarazioni di scherno e di avversione nei confronti delle persone omosessuali e transessuali, che hanno rappresentato fonte di imbarazzo anche tra le fila del suo partito”.
Gli fa eco Franco Grillini, presidente di Gaynet, che così argomenta “L'amazzone berlusconiana è nota alle cronache per le sue dichiarazioni contro i diritti delle coppie omosessuali, non si comprende quindi la ratio di una nomina in un Ministero che si occupa di diritti civili, anche delle persone omosessuali”.
Michaela Biancofiore
Ed infine Arcilesbica “Non fa certo ben sperare la nomina a sottosegretario della Biancofiore che, fra l'altro, era arrivata a lodare la normalità dei costumi sessuali di Silvio Berlusconi, rispetto a chi chiede i matrimoni omosessuali”.
Come risponde la neo sottosegretario alle Pari Opportunità a queste più che esplicite e sostanziate contestazioni nei suoi confronti?
Michaela Biancofiore ha scelto di rimandare tutte le accuse ai mittenti, sentendosi lei stessa vittima di una “discriminazione preventiva, ingiustificata, fondata su presunte dichiarazioni fuori contesto e malamente estrapolate”.
Aggiungendo poi “Spiace che questi attacchi siano provenuti da parte di coloro che si professano campioni di tolleranza e rispetto, che sarebbe stato bello avessero impiegato il loro tempo a pronunciarsi per una volta sugli ennesimi femminicidi avvenuti in questi giorni nel nostro Paese” -concludendo infine- “Sappiano tutti loro che non mi lascerò intimidire e che mi occuperò, con l'impegno e la passione di sempre, di lotta contro tutte le discriminazioni, dell'empowerment femminile, delle politiche giovanili e dello sport in perfetta sintonia con la linea politica del Ministro Josefa Idem.
E qualcuno osa ancora mettere in dubbio che in questo governo siano rappresentati, metaforicamente parlando, sia il diavolo che l'acqua santa?

Sunday, April 28, 2013

GOVERNO LETTA: PRIMO ESAME SUI PROVVEDIMENTI PER LA CRESCITA

Passaggio di consegne al Ministero dell'Economia: a Vittorio Grilli succede il nuovo titolare del Dicastero di Via XX Settembre, Fabrizio Saccomanni che proviene -come Mario Draghi- direttamente dalle austere stanze della Banca d'Italia.
Il neo Ministro si è già trovato sulla scrivania una lunga serie di temi economici che, da troppo tempo ormai, aspettano risposte.
Quali, in che tempi, verso che direzione? Questo sarà il primo vero esame del Governo presieduto da Enrico Letta.
Comunque la si pensi, è ormai chiaro a tutti che questo regime di assoluto rigore debba giungere al capolinea e che, pertanto, serva tutta una serie di provvedimenti coordinati per tornare alla crescita.
A breve sarà necessario confrontarsi con Bruxelles per ottenere la chiusura della procedura per deficit eccessivo ed eventualmente per ricontrattare i tempi di rientro come già fatto dalla Spagna.
Ecco il primo scoglio: una recente correzione al Documento di Economia e Finanza (DEF) effettuata dal precedente governo Monti ha trasformato in permanente l'IMU che, nella sua versione originaria, aveva un carattere sperimentale fino al 2015.
Quali scelte adotterà il governo Letta, dal momento che PD e PDL che lo sostengono, nonché il Movimento 5 Stelle, sono per la sua abolizione?
Se poi intendesse fare quanto promesso da Silvio Berlusconi in campagna elettorale, ovvero la restituzione dell'IMU sulla prima casa, già versata nel 2012, dovrebbe “trovare” nel giro di poco ben 8 miliardi di euro; più onesto pensare che per l'IMU si possa prevedere una semplicerevisione, ovvero di non far pagare nulla fino a 500 euro, redistribuendo l'onere sulle fasce più alte dei contribuenti.
Una delle vere e proprie emergenze che Saccomanni e il collega dell'Welfare Giovanninidovranno affrontare al più presto sarà quella degli esodati e dei cassaintegrati: la cassa integrazione in deroga finisce entro giugno, mentre da calcoli recenti sembra ci siano ulteriori 140.000 esodati da dover salvaguardare.
Verranno rifinanziate le spese relative alle cosiddette missioni di pace? Verranno alla fine acquistati gli ormai tristemente famosi F35?
Con l'auspicio che non emergano anche problemi riguardo il deficit eccessivo.
Con il pagamento deidebiti della P.A., infatti, si arriverà al 2,9%, appena sotto la soglia del 3% stabilita dai parametri di Maastricht.
Anche se, non è da escludere che si possa avviare una trattativa con l'UE sulla scorta di quanto già ottenuto in deroga dalla Spagna, ovvero sulle modalità di riordino dei conti, con parametri più morbidi.
C'è poi il tema spinoso dell'intesa fiscale con la Svizzera, che però non sembra molto intenzionata a chiudere l'annosa questione della tassazione alla fonte dei capitali italiani ben conservati nelle banche elvetiche.
La prima pagella al governo Letta arriverà, immancabilmente, dai mercati: c'è attesa, infatti, per l'asta dei titoli di Stato a 5 e 10 anni per 6 miliardi di euro.