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Sunday, May 5, 2013

PSICOLOGIA FAMILIARE: AVERE UNA SORELLA PUO' AVERE EFFETTI SUL TUO CARATTERE?

Sei figlio unico o hai una sorella?
Secondo un recente studio di psicologia dell'Università dell'Ulster (Irlanda del Nord) per i ragazzi avere una sorella può influenzare la formazione del carattere e della personalità in maniera positiva ed emotivamente più ricca.
Sono stati intervistati  ragazzi dai 17 ai 25 anni, ai quali sono state poste domande sui vari aspetti della propria personalità. E' emerso dall'indagine che la presenza di una sorella nell'ambito familiare possa aiutare ad esprimere le emozioni, ad avere migliori rapporti con i genitori e ad affrontare più apertamente i problemi, sviluppando così una personalità più equilibrata.
La presenza positiva delle sorelle incoraggia i maschi ad esternare con più facilità quello che provano, aiuta a stemperare le tensioni e migliora la comunicazione all'interno della famiglia. Si è notato, inoltre, che l'influenza femminile fa da supporto nei casi di separazione o contrasti fra i genitori, quando la paura e e le emozioni rischiano di avere un effetto devastante sui figli.
In ogni caso, secondo gli psicologi, un bambino che ha fratelli impara più facilmente a superare il proprio egocentrismo, ad aiutare gli altri, e un altro importante aspetto è quello di affrontare la diversità e la competizione; insomma, la famiglia con più figli diventa una palestra "sociale".

figlio unico o con fratelli, gestire le emozioni

Per quanto riguarda i figli unici,in numero crescente nella nostra società,gli studi psicologici mettono in evidenza che questi potrebbero avere difficoltà nel gestire le emozioni all'interno del nucleo  familiare, avendo un rapporto esclusivo e di dimensione "verticale" con i genitori. Dal momento che non hanno la possibilità di un confronto alla pari con fratelli, sarebbe bene che frequentassero spesso altri bambini in modo da imparare a gestire i conflitti e a tenere conto del punto di vista dell'altro, cosa che invece  è abituato a fare un bambino con uno o più fratelli.
La realtà del figlio unico rende anche diverso il ruolo che i genitori si assumono.Molti tendono ad essere iperprotettivi ed ansiosi,ma dovrebbero porre attenzione allo sviluppo emotivo del bambino, aiutandolo a relazionarsi con amici o cugini, così da apprendere il senso del gruppo, della collaborazione e della condivisione.
In entrambi i casi, figlio unico o con fratelli, i genitori hanno un compito di guida, che i figli devono riconoscere, ma allo stesso tempo bisogna accettare e rispettare che i figli sviluppano idee ed interessi molto diversi.

Tuesday, April 30, 2013

L'autismo, malattia di origine sconosciuta, sono i vaccini la causa?

L'autismo è una grave malattia che colpisce un buon numero di bambini.
I sintomi che caratterizzano questa malattia sono uno sviluppo molto limitato dell'interazione con gli altri, un deficit di comunicazione la mancanza parziale o totale di interessi e quindi di attività.
L'autismo si manifesta con la mancanza di condivisione dei sentimenti con gli altri.
Chi ne è colpito non riesce ad esprimere né gioia, né sconforto a chi gli è vicino.
Manca la voglia di fare nuove amicizie e quindi chi soffre di questa malattia se ne sta spesso appartato e solo.
Lo sguardo non è diretto, ma assente e mancano le normali gesticolazioni che servono per relazionarsi con gli altri.
I soggetti colpiti da questo grave problema risultano quasi sempre privi di attenzione, preferiscono attività solitarie ed evitano i giochi di gruppo.
Difficilmente riescono a capire gli stati d'animo dei compagni e danno l'impressione di disinteressarsi a tutti ed a tutto.
Il linguaggio è molto ridotto e la conversazione con le altre persone risulta molto compromessa.
Di solito chi soffre di questa patologia parla solo se gli viene posta una domanda.
La persona con autismo non capisce quasi mai il linguaggio dei gesti o le metafore, ma coglie solo il significato delle parole nel migliore dei casi.
Di conseguenza a fatica riesce a seguire il discorso nel suo vero significato.
Anche l' umorismo non viene capito e difficilmente il malato di autismo ride.
Il linguaggio è elementare e presenta intonazioni strane ed infantili con cadenze che non sono appropriate nel contesto del discorso.
Autismo e vaccini.
Parecchi genitori ritardano le vaccinazioni ed uno su tre è convinto che siano la causa di questo grave problema.
L'autismo viene riconosciuto infatti proprio all'età delle vaccinazioni e quella incriminata è soprattutto la trivalente. Sul Journal of pedriatics alcuni medici ricercatori, dopo avere analizzato 256 bambini con disturbi autistici e 752 sani, hanno escluso che i vaccini siano causa di questa patologia.
I ricercatori hanno scoperto che il numero di antigeni, che sono sostanze che fanno reagire il sistema immunitario a certe malattie, erano in uguale numero sia nei bambini sani che in quelli affetti da autismo.
D'altra parte però si sa che mentre per i primi due anni di vita il bambino ha una crescita "normale", circa verso i tre anni si possono riconoscere i sintomi della malattia.
le cause non sono ancora state definite, la medicina smentisce ogni forma di relazione, ma tanti genitori sono convinti del contrario.
Ai posteri l'ardua sentenza!