Sei anni di processo, tre gradi di giudizio non sono stati ancora sufficienti a far luce sul delitto di Chiara Poggi che si consumò a Garlasco nell'Agosto del lontano 2007: ora però la Corte di Cassazione ha deciso di riaprire il caso dopo una lunga battaglia condotta dall'accusa e dai genitori della povera ragazza.
Ecco, in sintesi, la ricostruzione dei fatti presentata dall'avvocato della famiglia Poggi, Pierluigi Tizzoni, contro il principale accusato, il fidanzato Alberto Stasi.
Alberto e Chiara sono a casa soli, un'ottima occasione per due fidanzati, anche se lui è sotto pressione per l'imminente tesi di laurea in Economia alla Bocconi. Lei invece lavora a Milano per una ditta informatica. I genitori chiamano tutti i giorni. Segnali di malessere zero. Nessuna tensione. Tutto fila liscio.
Sera del 12 agosto. Per cena i due ragazzi comprano due pizze da asporto e rientrano in casa alle 20.52 quando viene disinserito l’allarme. Mangiano in cucina, poi Alberto si congeda, va in sala, accende il computer portatile e comincia a lavorare alla tesi. Chiara, invece, prima sbriga le faccende domestiche, poi si accomoda in poltrona per guardarsi un film, "Lo Squalo".
Alberto alle 23 smette con il computer e insieme guardano una puntata di Sex & the City. Alle 23.25 l’allarme viene reinserito. Alle 23.52 viene staccato e un minuto dopo viene riattivato. Fuori c'è un forte temporale.
Chiara Poggi, visto che i genitori hanno subìto in precedenza vari furti, tiene moltissimo all'inserimento dell'allarme: mentre lui è fuori per chiudere il cane in garage, probabilmente Chiara inserisce una chiavetta USB nel portatile, di quelle utilizzate per memorizzare immagini e testi. Chiavette ne sono state recuperate parecchie, ma proprio questa non si è più trovata, è sparita.
Verso mezzanotte torna Alberto, probabilmente intende passare la notte con lei. Chiara, però, secondo l’accusa, carica la chiavetta sul computer e vede qualcosa che non doveva vedere.(Ricordiamo che Stasi è stato condannato a 30 giorni per pedopornografia). Quando lui rientra, lei, probabilmente arrabbiatissima chiede spiegazioni. I due litigano e dopo un’ora lui se ne va.
Chiara Poggi, visto che i genitori hanno subìto in precedenza vari furti, tiene moltissimo all'inserimento dell'allarme: mentre lui è fuori per chiudere il cane in garage, probabilmente Chiara inserisce una chiavetta USB nel portatile, di quelle utilizzate per memorizzare immagini e testi. Chiavette ne sono state recuperate parecchie, ma proprio questa non si è più trovata, è sparita.
Verso mezzanotte torna Alberto, probabilmente intende passare la notte con lei. Chiara, però, secondo l’accusa, carica la chiavetta sul computer e vede qualcosa che non doveva vedere.(Ricordiamo che Stasi è stato condannato a 30 giorni per pedopornografia). Quando lui rientra, lei, probabilmente arrabbiatissima chiede spiegazioni. I due litigano e dopo un’ora lui se ne va.
Entriamo nell' ipoteticasoluzione del mistero con una prima versione dei fatti.
All’l.50 Chiara manovra ancora l'allarme. Lo toglie e lo rimette. Alberto torna, questa volta in bicicletta, probabilmente con l'intenzione di farsi perdonare e così riesce a farsi aprire da lei per passare la notte con Chiara. Al mattino, forse per la vergogna di fronte alla fidanzata che forse avrà ripreso la discussione, la massacra, trascina il suo corpo e lo butta sulla scala che scende in garage. Alle 9 e 13 disinserisce l’allarme, esce, sale sulla bicicletta, e se ne va. La versione però contiene un importante controsenso: non corrisponde con la testimonianza di Franca Bermani che dichiara di aver visto una bici nera appoggiata al muro la mattina del 13 Agosto.
Ed ecco quindi la seconda ipotesi, forse quella più vicina alla realtà. Alberto non passa la notte con Chiara e arriva a casa Poggi in bicicletta alle 9,13. Alberto suona il campanello, lei disinserisce l’allarme e lo fa entrare. Lui percorre il vialetto d’ingresso, stringendo in mano l’arma del delitto che non venne mai fuori. Chiara viene aggredita subito, prima i colpi al volto e poi quelli alla nuca che la uccidono. La trascina attraverso sala e corridoio, poi la scaraventa dalle scale che scendono in garage.

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