Thursday, April 25, 2013

CASO EMANUELA ORLANDI: CHI E' MARCO FASSONI ACCETTI, L'UOMO DELLA VERITA' OPPURE UN MILLANTATORE?

Chi è veramente Marco Fassoni Accetti, l'uomo che ha fatto trovare alla trasmissione di RAI 3 Chi l'ha visto? il flauto che lui sostiene essere stato di Emanuela Orlandi, la ragazza residente in Vaticano e scomparsa ormai dal lontano 1983?
Lui afferma di essere stato uno dei telefonisti e di avere assistito personalmente al rapimento della 15enne, figlia di un cittadino del Vaticano, scomparsa mentre ritornava a casa da una lezione di musica nel centro di Roma.
Accetti ha rivelato che il rapimento della giovane sarebbe stato organizzato da uomini di un “gruppo di intelligence”, di cui lui stesso faceva parte.
Secondo il racconto di Accetti - a volte vago e confuso- Emanuela Orlandi sarebbe viva, come pure l'altra 15enne Mirella Gregori, scomparsa anche lei a Roma il 7 maggio 1983.
Al sequestro avrebbe partecipato anche il defunto boss della Banda della Magliana Enrico De Pedis, mentre il movente sarebbe stato quello di un tentativo di pressione rivolto ai poteri forti presenti in Vaticano.
Accetti sostiene altresì' di aver fatto parte, in passato, dei Servizi Segreti.
A proposito di queste affermazioni l'uomo è stato più volte sentito dal pm Giancarlo Capaldo, che sta indagando su questo caso mai risolto.
Fatto sta che il flautoda lui fatto ritrovare, avvolto in fogli di giornali dell'epoca, è identico a quello di Emanuela Orlandi.
Si consideri che nessuno sapeva, prima del ritrovamento, che il flauto della sfortunata ragazza fosse un “Ramponi e Cazzani” con un fodero rosso e una custodia lisa sugli spigoli.
La storia di Accetti assume contorni decisamente più misteriosi se ci si ferma ad approfondire la sua figura, come ha provato a fare il giornalista Fiore de Rienzo, della redazione di Chi l'ha visto? il quale ha scoperto che, sei mesi dopo la sparizione della Orlandi, Accetti si è reso protagonista di un caso di cronaca veramente inquietante.
Infatti l'uomo, il 21 dicembre 1983, fu fermato come indiziato di delitto per la morte di un bambino di 12 anni, che era sparito la sera precedente nel quartiere romano dell'Eur, e trovato morto poche ore dopo a Castel Porziano vicino ad Ostia, dall'autista di un autobus.
Quel bambino era figlio di un funzionario uruguayano che lavorava per un'agenzia dell'Onu che si occupa della fame nel mondo.
Accetti era il proprietario del furgone Ford che, secondo gli inquirenti, aveva investito il piccolo molto lontano dal luogo della sua sparizione e in circostanze poco chiare.
Accetti, tornato per recuperare il furgone sul luogo della morte, fu notato per caso da un uomo della scorta del magistrato Severino Santiapichi: il furgone aveva il parabrezza rotto e mancava la targhetta “Ford”, trovata poi vicino al corpo del bambino.
Gli inquirenti sospettavano un sequestro ma sul corpo dello sfortunato bambino c'erano solo tante fratture ma nessun segno di violenza.
Circostanza per cui Accetti, alla fine, fu condannato solo per omicidio colposo.
Ha deciso di parlare solo ora del caso Orlandi perché -dice- ha la certezza che il nuovo Papa Francesco intenda aprire una nuova stagione in Vaticano.
Afferma inoltre che “altri potrebbero raccontare il loro ruolo, tanto i reati sarebbero prescritti in quanto si tratterebbe di sequestri e non di omicidi”.
Marco Fassoni Accetti, 58 anni professione fotografo con aspirazioni artistiche, fisicamente somiglia molto a Roberto Benigni, tanto che nel 1999 il Corriere della Sera, sotto la testatina “Curiosità”, riprende il pezzo di colore del New York Post intitolato “Sosia di Benigni mangia a sbafo nei ristoranti”.
Proprio per questa sua particolare somiglianza con il comico toscano Accetti partecipò addirittura ad una puntata del programma di RAI 1 Domenica In, dove si presentò come Alì Esterman, nome molto simile a quello di Alois Estermann, la guardia svizzera che nel 1998 fu protagonista di una strage proprio all'interno delle mura vaticane.

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