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Thursday, May 2, 2013

USA | PERSONE SCOMPARSE: LA CREDEVANO MORTA, RICOMPARE DOPO 11 ANNI

Era scomparsa nel nulla dallo Stato della Pennsilvanya  nel febbraio 2002, dopo aver accompagnato a scuola i suoi due figli.
Da quel giorno nessuno aveva più avuto notizie di lei, tanto che nei files della polizia statunitense era ormai catalogata come “scomparsa, probabilmente morta”.
Ma dopo ben 11 anni, Brenda Heist -questo il nome della donna- 54enne moglie e madre, si è presentata di fronte alle autorità dello Stato della Florida per far sapere che era viva e che voleva tornare alla sua vecchia vita.
Al momento della sua sparizione Brenda stava vivendo un momento particolarmente difficile della sua vita: in procinto di divorziare dal marito ed alla ricerca di una nuova casa.
Inoltre, il suo impiego come contabile di un venditore di auto non le avrebbe consentito un reddito sufficiente per poter mantenere i figli, dopo la separazione.
Dopo aver chiesto al suo datore di lavoro un aiuto economico, che le è stato negato, ha deciso di scappare, d tutto e da tutti.
Abbandonata l'auto in un parcheggio, ha deciso di allontanarsi a piedi, evitando treni ed aerei per non lasciare tracce.
Accompagnandosi a tre sconosciuti (due ragazzi e una ragazza), ha fatto l'autostop per ben 2.000 chilometri, fino alla località di Key Largo, in Florida.
Per due anni è stata unahomeless, una vagabonda, vivendo sotto i ponti e alimentandosi con cibo preso dai cassonetti delle immondizie.
Nel frattempo la sua famiglia in Pennsylvania non ha mai abbandonato le ricerche che, sfortunatamente, sono rimaste sempre senza esito.
Il detective Schofield, che ha seguito le indagini fin dall'inizio, ricorda che qualcuno chiamò addirittura la polizia dicendo che il suo corpo era stato ritrovato senza vita in un bosco.
Invece Brenda, abbandonata la dura vita sotto i ponti, aveva trascorso i successivi sette anni in un camper, con un nuovo compagno.
Si manteneva facendo lavori saltuari ma, finita anche questa relazione, la donna è tornata a vivere per strada.
Ed ecco d'improvviso la svolta: Brenda Heist ha trovato il coraggio e ha detto “basta”, decidendo di tornare alla sua vecchia vita.
Presentatasi al posto di polizia in Florida, è scoppiata in lacrime, rendendosi conto di aver perso i migliori della vita dei suoi due bambini.
Sua figlia, oggi 20enne, frequenta il secondo anno di college, mentre il figlio più grande, ormai laureato, sta per entrare nell'accademia di polizia.

Saturday, April 27, 2013

COREA DEL NORD: PROCESSO A GUIDA TURISTICA CON PASSAPORTO USA, CERCAVA DI ROVESCIARE IL REGIME

Poche ore fa l'agenzia di stampa nordcoreana Kcna ha reso noto che un cittadino coreano con passaporto americano sarà processato con l'accusa di aver addirittura tentato di rovesciare il regime comunista del dittatore Kim Jong-un.
Si chiama Pae Jong-Ho il 44enne tour operator coreano-americano arrestato dalle autorità di PyongYang nello scorso mese di novembre, mentre tentava di entrare nella città portuale di Rason, che si trova nel nord est del Paese, vicina alla frontiera con Russia e Cina.
Sempre secondo quanto afferma la Kcna Pae Jong-Ho avrebbe “già ammesso di aver commesso crimini contro la Repubblica Popolare nordcoreana e di avere ostilità nei suoi confronti” e, pertanto, “sarà presto giudicato dalla Corte Suprema”.
In casi come questi il codice penale della Corea del Nord prevede la pena di morte o il carcere a vita.
Pae, al momento del fermo da parte delle autorità militari del Paese asiatico, viaggiava con cinque turisti.
Il suo arresto è scattato dopo un controllo sull'hard dik di un computer che le guardie di frontiera hanno trovato fra i bagagli del gruppo.
Bisogna dire che, prima dell'annuncio di oggi, il caso di Pae Jong-Ho non aveva riscosso molta attenzione negli Stati Uniti.
La sua famiglia, una parte della quale vive nello stato di Washington, non ha mai rilasciato alcuna dichiarazione alla stampa.
La notizia, che nel frattempo ha fatto il giro del mondo, è di quelle destinate a far risalire la tensione tra PyongYang e l'occidente, come se non bastassero le già continue provocazioni del giovane Presidente nordcoreano.
Tutto ciò avviene mentre la Corea del Sud ha avviato il completo ritiro dei suoi lavoratori dal complesso industriale di Kaesong.
La decisione era stata presa dopo il rifiuto del governo nordcoreano di avviare un negoziato per la normalizzazione delle attività a seguito dello stop deciso unilateralmente da PyongYang due settimane fa.
Su 175 lavoratori sudcoreani rimasti, 116 sono ripartiti con due convogli che hanno attraversato il valico di frontiera di Paju.
Gli ultimi 48 saranno evacuati entro lunedì prossimo.
A inizio del mese di aprile PyongYang aveva ordinato il ritiro di 53.000 lavoratori nordcoreani dal distretto di Kaesong, sito all'estremità meridionale del Paese e poco distante dalla zona smilitarizzata al confine.
Si tratta dell'unica area industriale condivisa di cooperazione economica fra le due Coree, ove operano ben 123 società sudcoreane.