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Monday, April 22, 2013

NAPOLITANO BIS: BERLUSCONI TORNA A PARLARE E ATTACCA I PARLAMENTARI DEL MOVIMENTO 5 STELLE DEFINENDOLI “BURATTINI”

In queste convulse 72 ore che hanno segnato profondamente -in negativo a parere di chi scrive- la nostra storia repubblicana, si sono viste e sentite cose dell'altro mondo.
Il PD che spiega al professor Rodotà che loro non l'hanno votato unicamente perché il suo nome era proposto da quel “populista” di Grillo, Vendola che spiega al PD che, poiché non hanno votato Rodotà, la loro alleanza è finita, Grillo che spiega alla stampa italiana -perchè quella estera aveva già capito tutto- che se non di golpe, quantomeno di “golpettino” si è comunque trattato.
Infatti: mai era successo prima che un Presidente della Repubblica -per di più 88enne- venisse rieletto dal 1947 ad oggi, anche a fronte di momenti altrettanto drammatici della nostra Storia e mai era accaduto, altresì, che fra i grandi elettori ce ne fossero parecchi di “illegittimi”, in quanto i Presidenti di Camera e Senato non hanno, a tutt'oggi, permesso l'insediamento della Giunta per le Elezioni.
Di veramente drammatico nelle vicende accadute in questi ultimi giorni -a ben vedere- c'è stata soltanto la liquefazione del Partito Democratico o, perlomeno, della sua classe dirigente.
Tutti tranne uno -l'immortale Massimo D'Alema- sono usciti con le ossa rotte e dimostrandosi certamente non all'altezza di poter guidare questo Paese.
Una guerra scoppiata, dopo anni di braci che covavano sotto la cenere, fra le due anime del PD è costata finora agli italiani la riesumazione del Presidente delle telefonate intercettate con Mancino (guarda caso distrutte proprio oggi) e la rinascita dell'Araba Fenice “Bunga Bunga” Berlusconi.
Se tanto mi dà tanto, chissà cosa ci riserverà il formando governo dell'Inciucio.
Tant'è che anche da parte del Cavaliere, tornato a parlare dopo lo scampato pericolo dovuto ad un'eventuale elezione di Prodi o Rodotà al Colle, sono stati rivolti i migliori auspici al PD affinchè possa ritrovare la concordia al suo interno.
Ma non li definiva“comunisti illiberali” fino all'altro ieri?
Forse ha ragione Grillo quando dice che “Berlusconi non è forse intelligente, ma il re dei furbi lo è senz'altro”.
Fatto sta che oggi, in splendida forma nei corridoi del Transatlantico, è tornato a parlare con i giornalisti per definire il discorso pronunciato dal “nuovo” Capo dello Stato Napolitano “il più bello mai sentito in 20 anni di politica”.
Del resto il Cavaliere considera la rielezione di Napolitano come una sua personale vittoria anche se si è lasciato scappare una frase che dimostra, al contempo, una certa sua diffidenza “Venerdì si vota la fiducia?” -ha detto- “Io dovrei partire per l'America, se posso, vediamo cosa dice Napolitano”.
Berlusconi ha negato di fare il tifo per un voto anticipato, ma in molte conversazioni private di questo giorni ha fatto presente ai suoi come i risultati dei sondaggi siano musica per le sue orecchie.
Infine, Berlusconi non ha perso occasione di attaccare pesantemente il MoVimento 5 Stelle, definendolo “un fenomeno molto negativo che spero abbia vita breve”e i suo parlamentari sono “burattini” senza alcun senso della democrazia.
Chi vivrà vedrà, anche se non si può negare che il tempo non è certo dalla sua parte.

Rieletto, Napolitano giura: commozione, bacchettate, applausi


Discorso storico di Giorgio Napolitano il giorno del giuramento per il suo secondo mandato da Presidente della Repubblica.
Si commuove, bacchetta i politici, si toglie parecchi sassolini dalla scarpa e, soprattutto, dice chiaramente quali saranno i principi ispiratori del suo futuro operato.
E tutto, o quasi, il parlamento lo applaude.

La commozione di Giorgio
Napolitano rieletto
Napolitano rieletto
Già mentre pronuncia la breve formula del giuramento, la voce appare leggermente rotta dall'emozione.
Aveva più volte affermato di voler tornare in parlamento nella più serena veste di senatore a vita ed invece si trova a dover tornare sui suoi passi, pregato, quasi "costretto" dai capi-partito.
Avrebbe voluto svestire gli scomodi panni del Capo di Stato, di questo Stato guidato (si fa per dire) da politici più preoccupati di conservare le loro poltrone che del bene del Paese.
L'alto senso di responsabilità (e qui si emoziona di nuovo) non gli ha permesso quello scatto di giusto "egoismo" che gli chiedeva di pensare a se stesso e alla, anziana come lui, moglie.
La manifesta incapacità dei nostri rappresentanti, una situazione parlamentare che iniziava ad aggrovigliarsi sempre più gli ha "imposto" di non poter rifiutare l'ipocrita richiesta di aiuto giuntagli da quelle stesse persone che stavano mettendo definitivamente in ginocchio l'Italia.
E lui, che serve il nostro Paese da quando aveva 28 anni (ed ancora Giorgio si emoziona a ricordare la sua giovinezza spesa al servizio di un'Italia appena uscita da una guerra disgraziata) non poteva, proprio alla fine, dire di No.
E sua moglie lo ascolta in silenzio, rassegnata ma fiera di quel cotanto marito.

Le bacchettate
Chi si aspettava un discorso formale è rimasto deluso.
Napolitano, senza peli sulla lingua, enuncia uno dopo l'altro le mancanze dei partiti, che pure lo hanno richiamato sul Colle.
La mancata riforma della legge elettorale, che non permette di effettuare preferenze sulla scelta dei candidati, che regala un premio di maggioranza sproporzionato rispetto al poco vantaggio di voti ottenuti, che non garantisce in ogni caso che chi vince riesca poi a portare a termine il proprio mandato.
La miopia della classe politica, ancora arroccata sulle proprie barricate pro o contro Berlusconi, dove non si guarda alla bontà o meno delle leggi proposte, ma si guarda unicamente alla faccia di chi le propone (legge di sinistra=legge buona, legge di destra=legge brutta, o viceversa).
E non mi battete le mani, se lo fate solo per convenienza e per auto-indulgenza, aggiunge il Presidente.

Il futuro
Se mi avete eletto, è per fare un Governo.
Nelle altre nazioni occidentali, quando non c'è una maggioranza possibile da parte di un solo partito, si guarda ai programmi e si fa un governo (con chiunque ci sta) per portare a termine quei programmi per il bene della Nazione.
Ma questa è una vera e propria rivoluzione!
E, se vedrò che non ci sono le condizioni per andare avanti, prenderò i provvedimenti conseguenti senza aspettare e tergiversare (e quì si è visto qualche politico preoccuparsi: ma abbiamo fatto bene a rieleggerlo?)
Mi avete ri-voluto? Adesso vi faccio vedere io!

E tutto, o quasi, il parlamento lo applaude
Tanti gli applausi, tante volte i parlamentari sono scattati in piedi, sembrava quasi un film o, come si una oggi, una fiction: i cattivi che all'improvviso si ravvedono e diventano buoni.
Però qualcuno cattivo ci è rimasto.
E sì, sempre loro, i grillini.
Seduti (in piedi solo durante il giuramento iniziale ed al saluto finale), gelidi, senza mai battere le mani.
Evitavano persino di guardarsi tra loro, onde non farsi scappare sorrisini, ammiccamenti o altro che poi la televisione potesse scambiare per il pur minimo segno di approvazione per il Presidente.
Ma, scusate, è questo il nuovo che avanza?
Mi è sembrato invece una riedizione, riveduta e corretta, dell'atteggiamento monolitico del vecchio partito comunista bolscevico, dove tutti si dovevano adeguare al diktat del segretario moscovita.
Grillo ha parlato, nessuno lo può contraddire.
Niente dissensi, altrimenti fuori dal gruppo.
Non si possono fare dichiarazioni personali, il pensiero del singolo viene sacrificato sull'altare del pensiero del guru.
Cambiamenti della linea politica si possono fare solo se autorizzati (o dettati?) dal capo.
Applaudire Napolitano? Nemmeno per sogno.
Grillo non ci ha dato il vademecum con la specifica di quali parole o affermazioni erano degne di possibile approvazione del leader maximo.
Il discorso di Napolitano è parso a tutti un discorso di buon senso, il primo discorso di buon senso pronunciato in Parlamento negli ultimi vent'anni.
Ma per i grillini no. Scusate, ma non era il loro il movimento che voleva portare il buon senso al potere?
Forse mi sono perso qualche passaggio...