Uno degli aspetti più inquietanti che la crisi economica sta assumendo nel nostro paese è senza ombra di dubbio il gioco d'azzardo.
Molte persone infatti, di qualunque età e di qualunque ceto sociale, credono di trovare un'adeguata scappatoia alle ristrettezze economiche dedicandosi al gioco, nella speranza che una vincita possa risollevare le proprie sorti ma, più spesso, aggravando ulteriormente la propria posizione.
Tra le varie forme che il vizio del gioco assume, c'è quello delle macchinette elettroniche di slot-machine, che non è inusuale trovare all'interno di esercizi pubblici come ristoranti o bar. Veri e propri mostri mangia soldi, questi apparecchi affascinano con l'apparente facilità di vincita centinaia di persone, che vi passano a volte intere giornate, dilapidando interi patrimoni.
Fortunatamente però, non viviamo in tempi così cupi per cui il mero guadagno sia preferibile al sano buon senso: e un esempio viene dai gestori di un locale di ristorazione che si trova a Vallio Terme, località turistica in provincia di Brescia.
Come loro stessi, Aldo Colombo e Grazia di Terlizzi, hanno raccontato, avevano installato delle slot machines nel loro locale, azione che aveva garantito loro anche un discreto riscontro economico. Ma era diventata davvero una pena vedere tutti quelli che spendevano il loro tempo, e il loro denaro, su quegli aggeggi infernali: così hanno deciso di toglierli.
E non solo: al posto delle macchine slot, grazie alla collaborazione con il comune e la biblioteca pubblica, hanno allestito al loro posto un angolo lettura, con poltroncine, scaffali e, ovviamente, libri, che vengono cambiati ogni settimana, dati in prestito appunto dalla biblioteca.
Così, alla locanda Ferandi, oggi si può mangiare con gusto, accomodarsi su una poltrona e assaporare, oltre al piacere della tavola, anche il piacere di una buona lettura.
Un esempio davvero encomiabile, che dimostra come accendere il cervello posso essere più utile che tentare la sorte al gioco, perchè in molti hanno apprezzato l'iniziativa. Che, ovviamente, speriamo venga emulato da tanti altri gestori di attività pubbliche.

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