Tuesday, April 23, 2013

Salute: arriva la Day Surgery.


La Day Surgery sta prendendo sempre più piede: un intervento su tre giorni oggi viene eseguito in Italia con una modalità diversa, cioè entri in ospedale, vieni visitato, poi sottoposto a una specifica batteria di esami diagnostici e infine operato nell'arco di 24 ore o al massimo con una sola notte di ricovero.
Gli esperti dicono che è il futuro su cui muoversi e, secondo le previsioni, nei prossimi 10 anni ben l'80 per cento degli interventi saranno effettuati in Day Surgery.
Chi si opera con questa metodica può contare su una minore invasività, su un diminuito trauma operatorio, perchè si va subito a casa, e su un veloce recupero.
Pure il Servizio sanitario ci guadagna: accorcia le liste d'attesa, svincola posti letto preziosi per i trattamenti più complessi e assottiglia il rischio delle infezioni ospedaliere.
Quindi, riduce di un quinto le spese rispetto a quelle sostenute per un intervento tradizionale in regime di ricovero ordinario.
Oggi circa il 60 per cento di tutti gli interventi chirurgici possono essere affrontati in Day Surgery, grazie a chirurghi ed équipe super-specializzati e ad anestesisti bravi, capaci di garantire nel contempo una sedazione profonda e un rapido risveglio.
Tutte le operazioni vengono eseguite nell'ottica della mini-invasività, e significa poter accedere a un trattamento su misura per ogni persona, che sia il più possibile rispettoso della sua integrità fisica e psicologica.
Nonostante sia un'innegabile risorsa, la Day Surgery, nel nostro Paese è ancora poco sviluppata: questa strategia copre il 20-30 per cento del totale degli interventi.
Percentuale nettamente inferiore a quella registrata in Europa e negli Stati Uniti, dove in Day Surgery si trattano oltre la metà delle operazioni.
La Day Surgery è la soluzione che garantisce una migliore qualità di assistenza, perchè, per soddisfare efficacia e  rapidità, impone a tutti i protagonisti dell'intervento di concentrarsi massimamente sull'assistito.
Per eseguirla con tutti i crismi occorrono delle unità d'intervento autonome, cioè con infermieri dedicati, proprie sale operatorie e un sistema di amministrazione ad hoc, che siano collegate con i presidi sanitari sul territorio.
In questo modo possono offrire un'assistenza tempestiva in caso di complicazione.

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