Wednesday, April 24, 2013

Le ricette dei grandi artisti del novecento: i biscotti di Baudelaire

La cucina, l'arte e la letteratura, si sa, da sempre vanno di pari passo, perchè chi è creativo, lo è in ogni campo, e la cucina è terra di sperimentazioni per eccellenza. Se a questo si aggiunge che cucinare è anche sinonimo di convivialità e piacevolezza di vita, non stupisce pensare che alcuni delle menti più geniali del secolo scorso fossero accomunati non solo dalla passione culturale, ma anche da quella culinaria.
Preziosa testimonianza ne è un libro-ricettario che è stato da poco pubblicato dalla casa editrice Bollati-Borighieri, tradotto in italiano dopo che fu scritto nel 1954. In italiano si intitola, in modo evocativo e suggestivo, "I biscotti di Baudelaire", mentre il suo titolo originale, molto più semplicemente, era "The Alice B. Toklas Cook Book", ovvero il ricettario di Alice Toklas. Questa era la compagna di vita della celebre scrittrice e poetessa statunitense Gertrude Stein, che agli inizi del 1900 condivideva desco, sogni e casa, con un gruppo quantomeno singolare di amici. Singolare, perchè riuniva alcuni dei nomi più importanti dell'arte e della letteratura del secolo scorso, quali ad esempio Picasso, Hemingway, Picabia, Matisse, un assortito gruppo di bohemien che passavano insieme i propri pomeriggi nell'abitazione della Stein in rue de Fleurs a Parigi.
Quando, morta Gertrude, un editore chiese ad Alice di scrivere le memorie della loro convivenza, lei rispose che non avrebbe mai potuto scrivere un romanzo: tutt'al più, un libro di ricette. E tanto fece, andando a ripescare nella memoria e nella dispensa le preparazioni che gli amici di allora condividevano intorno al tavolo: come ad esempio il branzino di Picasso, il caffè di James Joyce, la minestra di alloro di Dora Maar, e i famosi incredibili biscotti di Baudelaire, particolarmente adatti alle giornate di pioggia.
L'aspetto veramente straordinario di questo volume, però, sono non tanto e non solo le ricette, davvero uniche, in esso raccolte, ma l'ambiente e le atmosfere che vengono in esso evocate, suggestioni e sapori di un tempo andato ma pieno di fermenti, creatività, genialità, nel quale, in maniera del tutto eccezionale, alcune menti eccelse si trovarono riunite attorno ad un cenacolo comune. E, ricreando quei piatti, quei sapori e quegli odori, è come se si potesse tornare a respirare un po' di quella magica atmosfera.

No comments:

Post a Comment